All'esito di una complessa attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, encomiabilmente concotta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone, sono state emesse dal Gip di Frosinone, dr.ssa Ida Logoluso, misure cautelari personali nei confronti di nr. 22 persone (di cui nr. 3 custodie cautelari in carcere, nr. 11 arresti domiciliari, nr. 7 divieti di dimora e nr. 1 obbligo di dimora), a cui sono stati contestati plurimi reati di spaccio di sostanze stupefacenti, nella specie cocaina e crack, in concorso.

L'attività investigativa ha consentito di accertare l'esistenza di sette piazze di spaccio esistenti in questo capoluogo (via Verdi, via Don Minzoni, viale Grecia, via Casilina Nord, piazza Beata Maria De Mattias, via Del Cipresso e Corso Francia), aventi capillari aderenze nei limitrofi paesi della provincia, gestite da cittadini italiani e stranieri (di nazionalità albanese e romena). Le investigazioni iniziate nel novembre 2020, consentivano il 24.02.2021 di dare esecuzione ad una prima misura cautelare a carico di nr. 3 soggetti per i reati di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, per cui è stata esercitata l'azione penale. Le indagini proseguivano nel corso del 2021 anche attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, come riscontrate dai sequestri dello stupefacente appena consegnato agli assuntori, dalle dichiarazioni rese da questi ultimi e da una telecamera che hanno permesso di delineare le attività espletate presso le citate piazze di spaccio. In particolare la visione delle immagini (che riprendevano chi entrava e chi usciva dalle abitazioni), letta congiuntamente alle conversazioni intercettate, ha consentito di ottenere un quadro significativo di tutte le fasi dell'attività illecita: dal reperimento dello stupefacente, al rifornimento dell'abitazione, al controllo di possibili blitz delle FF.00., alla vendita al minuto dei numerosissimi clienti che si succedevano nel corso della giornata nel "punto vendita", la cui operatività era garantita 24 ore su 24 ore, per sette giorni alla settimana e si è calcolato un incasso medio giornaliero di circa 15.000 euro e mensile di circa 450.000 euro.

Gli indagati preposti alle altre piazze di spaccio, utilizzando con estrema accortezza l'ordinario mezzo di comunicazione, preferendo in modo esclusivo il ricorso ai canali informatici (Whatsapp Istagram, Messenger), concordavano via via gli incontri con gli acquirenti e, utilizzando un linguaggio criptico per riferirsi alla quantità di sostanza desiderata (indicandone le dosi in "birre" "bulloni" e "ruote di scorta") provvedevano al recapito della cocaina "a domicilio". La platea di assuntori risultava molto ampia e variegata, di età compresa tra i 18 e i 50 anni, provenienti da numerosi comuni della Provincia. Si segnala ancora che uno degli indagati, per i quali è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere benché stesse scontando in regime di detenzione domiciliare, la limitazione dello status libertatis non gli impediva di assumere un ruolo di primo piano nell'ambiente criminale oggetto di indagine, operando prevalentemente proprio nel domicilio coatto, avvalendosi anche della collaborazione di altri soggetti anch'essi destinatari di misura cautelare. La rilevanza del traffico di sostanze stupefacenti, l'entità della cocaina e crack distribuita sistematicamente nelle "piazze di Frosinone" determinavano un notevole allarme sociale anche per il notevole numero dei consumatori molti in giovane età provenienti da tutta la provincia.