Dopo la mancata convalida dei fermi per Mario e Davide Ciaccia, 51 e 54 anni, gli imprenditori titolari delle squadre Atletico Terme Fiuggi e Teramo Calcio, lo stesso provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari in merito al sequestro deciso dalla procura di Roma dei loro beni mobili e immobili e delle quote societarie, nell'ambito dell'in chiesta per la truffa dei superbonus. Nella disponibilità dei fratelli Ciaccia, dunque, tornano i tre alberghi di Fiuggi, un edificio di Alatri, l'ex sede del Teatro romano, le automobili e il sessanta per cento del capitale sociale del Teramo calcio.

Beni mobilie immobili del valore di cento milioni di euro sequestrati in via preventiva dalla sezione economica-finanziaria della Guardia di Finanza su disposizione del sostituto procuratore Francesco Paolo Marinaro. La decisione del gip sul dissequestro segue di pochi giorni la remissione in libertà di Mario e Davide Ciaccia, finiti in carcere a Regina Coeli e Ascoli Piceno la scorsa settimana dopo il fermo disposto dal magistrato romano che ha indagato i due imprenditori, insieme ad altre ventuno persone, per i reati di truffa, indebite compensazioni, riciclaggio, auto-riciclaggio e intestazione fittizia.

Secondo l'ipotesi investigativa, in concorso tra loro e a vario titolo, gli indagati avrebbero intessuto un sistema per incassare i superbonus per l'edilizia concessi dal Governo nel periodo della pandemia da Covid-19 fingendo ristrutturazioni e lavori previsti dalla normativa ed emettendo fatture false. Ora l'inchiesta registra, nel giro di pochi giorni, la mancata convalida dei provvedimenti di fermo e sequestro.