Nata il 25 novembre del 1914, a Maranola di Formia, Giuseppina Treglia ha spento domenica la sua 107esima candelina, circondata dai parenti ed alla presenza del sindaco Gianluca Taddeo che l'ha omaggiata con un fascio di fiori ed una targa ricordo dell'Amministrazione comunale. Orfana di guerra, con il padre caduto in Libia durante la campagna d'Africa, appena diciassettenne, Giuseppina sposò Salvatore D'Urso, scomparso una decina di anni fa, con il quale ha messo al mondo sei figli: Francesca, Antonio, Pasqualina, Michele, Maria ed Antonietta, quattro dei quali viventi ed a cui si sono aggiunti, nel tempo, 17 nipoti ed oltre venti pronipoti. Nella sua lunga e laboriosa esistenza, Giuseppina ha superato tre pandemie, ha visto salire al soglio pontificio ben nove Papi ed ha attraversato due guerre mondiali ed in quasi ottanta anni di matrimonio, ha sempre vissuto curando, con il marito Salvatore, il podere di famiglia.

Il segreto della longevità? Proprio questo, racconta Giuseppina, che oggi vive con la figlia Antonietta ed il genero Giovanni Rubino: «Uscivamo di casa all'alba con mio marito, per coltivare i campi e si mangiava quello che la terra produceva; pasti leggeri, accompagnati da un bicchiere di vino. Niente fumo o stress, l'importante, aggiunge, è prendere la vita ogni giorno come un dono e pregare, ringraziando il Signore». «Un esempio per tutti noi ed un orgoglio per la nostra città», ha sottolineato il sindaco Taddeo che ha voluto portare a nonna Giuseppina, la "nonna d'Italia", gli auguri dell'intera comunità.