«La giustizia è lenta ma arriva, dopo cinque lunghissimi anni è stata posta la parola fine. Un ringraziamento particolare ai miei avvocati Giuliano Risi e Ida Germani, ai miei familiari che in primis mi sono stati vicini e a tutti coloro che hanno speso una parola di conforto e creduto sempre nella mia onestà. Giustizia è fatta».

Sono le parole scritte in un post sulla sua pagina Facebook, da Andreino Roscioli, ex capo dei vigili di Monte San Giovanni Campano che ha vinto il ricorso davanti al giudice del lavoro contro il Comune.

Il giudice del lavoro ha, infatti, dichiarato l'illegittimità dei decreti sindacali con cui il sindaco di Monte San Giovanni Campano, all'epoca dei fatti Angelo Veronesi, ha incaricato un nuovo responsabile del servizio di polizia municipale del Comune, rimuovendo dall'incarico Andreino Roscioli.

I fatti risalgono a luglio del 2016. Era intervenuto, a suo tempo, sulla vicenda in favore del comandante Roscioli, anche il comitato Free Monte. «Non trovavamo corretto chiamare un altro comandante a fare le stesse identiche cose che aveva fatto Roscioli per anni - spiega Marco Belli - Il demansionamento di un impiegato si fa per una causa gravissima e non per uno scopo astratto. Ci venne spontanea una domanda: perchè il sindaco Veronesi non demansionò gli altri dirigenti degli uffici pubblici coinvolti nei processi e nei procedimenti penali? Il comitato civico Free Monte - aggiunge Belli - chiederà i danni appena il meccanismo giudiziario lo permetterà. Abbiamo urlato alla luna senza che nessun consigliere comunale di maggioranza o opposizione ci avesse degnato di uno sguardo neppure fossimo residenti in un altro comune e allora resta spianata la via giudiziaria per ogni cosa.

Se può sembrare una dichiarazione di guerra lo è di certo contro chi non rispetta le leggi e il bene comune.
Tutti quelli che hanno la coscienza in ordine non hanno nulla da temere e non saranno mai coinvolti anche perché seppur tacciati da matti dimostriamo costantemente di avere buona conoscenza del diritto amministrativo e del codice penale».