Corruzione elettorale a Piedimonte, la procura di Cassino presenta appello per l'ipotesi associativa decaduta in udienza preliminare. Fissata ieri l'udienza al prossimo 15 dicembre, data in cui verrà discussa la delicata questione davanti ai giudici capitolini.

A poco più di un anno dalla decisione del gup Di Croce si torna in aula: il 2 dicembre del 2020 tutti i coinvolti nell'inchiesta "Cinquecento" vennero prosciolti perché il fatto non sussiste in merito all'ipotesi di associazione a delinquere e rinviati a giudizio per i contestati episodi quattro o cinque quelli finiti sotto la lente della procura per corruzione elettorale.

Poi l'appello del pm Alfredo Mattei e la fissazione nelle scorse ore a Roma dell'udienza in cui verrà discusso il passaggio, affatto secondario. Nell'inchiesta, lo ricordiamo, furono coinvolti il sindaco di Piedimonte San Germano, Ferdinandi, il suo vice Capuano, l'ex sindaco Nocella e l'imprenditore Varlese, chiamati a rispondere del voto di scambio. Ma anche alcuni elettori: ultimo tassello, questo, affrontato nella precedenza udienza.

Sotto la lente le promesse di posti di lavoro in cambio di voti ipotizzate dagli inquirenti: su questo binario si innestava appunto il secondo filone, aperto a carico di tre elettori che avrebbero (sempre in base al castello accusatorio) accettato la presunta promessa. La richiesta di riunire i due filoni è finita nelle mani del presidente Capurso. E il prossimo 3 febbraio è stata fissata la data per riunire i tronconi davanti al giudice Falchi Delitala: così politici ed elettori coinvolti nell'indagine dell'Arma per l'ipotesi di corruzione elettorale dovrebbero affrontare unitariamente il processo in base al principio per cui anche solo «l'accettazione della promessa di un vantaggio in cambio dell'appoggio elettorale, pure in mancanza della concreta esecuzione dell'accordo, integra il reato».

Ma ora l'appello della procura, che verrà discusso prima di quella data, potrebbe sparigliare le carte. Le difese degli imputati (Di Sotto e Sgambato per Ferdinandi; Corsetti e Avella per Capuano; De Rubeis e Mattia per Varlese e Gargano per Nocella) si erano già opposte alle questioni delle parti civili (rappresentate da D'Alessandro e Di Bona) sono pronte.