Nel giorno in cui il presidente della Provincia di Frosinone, con al suo fianco l'ex rettore dell'Unicas Giovanni Betta, presenta il team Frosinone recovery plan che «avrà il compito di definire linee guida strategiche e di sistema in stretto accordo con gli Enti locali», il segretario nazionale della Fim-Cisl sottolinea con amarezza come il Governo non abbia previsto investimenti per il settore dell'automotive, un settore che in Ciociaria incide, e non poco: lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano è infatti la fabbrica più grande e importante della regione Lazio. Prendendo spunto da quanto dichiarato dal viceministro dello Sviluppo Economico Gilberto Pichetto Fratin, Uliano ribadisce l'urgenza di una strategia complessiva nel settore automotive.

Argomenta il sindacalista: «Non stiamo rivendicando una politica assistenziale, lo ribadiamo con forza, stiamo chiedendo di governare un piano di reindustrializzazione del settore più importante della nostra economia, coinvolto in un processo di transizione e di trasformazione dell'industria automobilistica di portata epocale. Il Governo Draghi non ha stanziato nella legge di stabilità e non emergono nemmeno dal Pnrr interventi a sostegno di imprese e lavoratori travolti dai cambiamenti della transizione energetica ed ecologica». Il leader della Fim-Cisl stima che possano andare persi 60.000 posti di lavoro nel settore dell'automotive in Italia. Quindi argomenta: «È indispensabile la costituzione di un Fondo per sostenere la trasformazione dell'industria automobilistica come hanno fatto in altri Paesi in Europa. ouIl Fondo con risorse finanziarie definite dovrà sostenere tutti gli interventi di carattere industriale necessari ad accompagnare e sostenere il processo di trasformazione e di innovazione, dalla digitalizzazione, al cambio delle motorizzazioni, dalle nuove tecnologie alla produzione di batterie, all'idrogeno, dalle catene di valore all'economia circolare, dai semiconduttori fino ad arrivare a finanziare la modernizzazione dell'organizzazione del lavoro delle piccole e medie imprese. Il Fondo prosegue Uliano dovrà proteggere i lavoratori che dentro la trasformazione rischiano di pagare il prezzo più alto in termini di sacrifici».
Quindi il monito alla classe politica: «Il silenzio delle istituzioni le porta dritte all'unità di crisi e ai licenziamenti. È indispensabile una convocazione urgente del tavolo ministeriale per il settore dell'automotive e invitiamo il Governo ha presentare concretamente un piano di azione con risorse dedicate».

Crisi indotto
Ed è sempre Uliano a rimarcare un altro fronte: «C'è anche il tema delle politiche che il gruppo attuerà rispetto alle forniture: abbiamo investito il Governo affinché possa presidiare questa realtà perché non vorremmo mai che ci fosse una sorta di preferenza rispetto all'indotto francese che è molto più strutturato e di dimensioni importanti. Abbiamo evidenziato al ministero di farsi carico degli interessi del Paese e di pretendere che non ci sia un impoverimento dell'indotto per scelte diverse di fornitura rispetto alla tradizione di Fca».

Cassino Plant e il futuro
Ma è il futuro dello stabilimento a preoccupare la Ciociaria. «Abbiamo in corso una discussione continua che riguarda la missione strategica degli enti centrali a Torino e, quindi, ci aspettiamo da Stellantis la definizione del piano strategico. Successivamente la partita dovrà passare per forza da Cassino Plant e da Pomigliano d'Arco. Da qua ai primi tre mesi dell'anno, entro marzo 2022, si dovrà completare questa discussione e ci aspettiamo una comunicazione che vada ad aggiungersi alla strategia legata al Grecale.
Del resto il ceo Alfa Imparato ha fatto dichiarazioni importanti Affatto rispettate le norme anti-Covid I carabinieri trovano pure un solaio non in sicurezza sul numero dei nuovi modelli per i quali conosciamo solo una locazione, a Pomigliano. Quindi, ci aspettiamo su Cassino altre comunicazioni che riguardino i futuri modelli. Il Grecale è nato del vecchio piano di Fca, dal 2021 per effetto dei semiconduttori è slittato al 2022.
Ora ci aspettiamo, da qui al 2024, un impegno preciso su un futuro modello sullo stabilimento».

Sit-in della Fiom-Cgil
A mantenere accesi i riflettori sul settore dell'automotive è anche la Fiom-Cgil che ieri ha promosso un sit-in con volantinaggio dinanzi ai cancelli dello stabilimento Fca Cassino Plant per spiegare alle lavoratrici e ai lavoratori le motivazioni che hanno portato Cgil Cisl e Uil ad aprire il percorso di mobilitazione che nel Lazio partirà con la manifestazione del 27 novembre a piazza Santi Apostoli a Roma. «Oltre alle ragioni poste al centro della Manifestazione Regionale per la Fiom Cgil spiega il segretario Donato Gatti sono totalmente insufficienti le misure previste nella Legge di Bilancio rispetto al settore automotive e a tutta la filiera: indotto, servizi, logistica, mense, pulizie, sorveglianza, e non ci sono, inoltre, le giuste risposte rispetto agli ammortizzatori sociali che senza un piano industriale risultano essere l'unico salvagente per continuare a garantire la salvaguardia occupazionale sul nostro territorio.

Unitamente alle lavoratrici ed ai lavoratori la Fiom Cgil chiede a gran voce un tavolo regionale per indirizzare le risorse a disposizione del Pnrr verso scelte politiche e conseguenti azioni che garantiscano i livelli occupazionali e il futuro industriale del nostro territorio attraverso scelte strategiche su produzioni di transizione ambientale e sostenibile. Non possiamo più aspettare perché si corre il rischio che mentre si continua a fare analisi e scaricabarile, altre migliaia di posti di lavoro verranno spazzati via».