Un'importante storia di rinascita quella dello stabilimento Siderpali di Anagni che, dopo aver conosciuto il periodo nero della chiusura, è stato acquisito nel 2017 da Mitas Industry, permettendo così la ripartenza del sito produttivo, con conseguente rilancio occupazionale volto a favorire l'impiego di nuove figure professionali e il progressivo reintegro di ex operai.

Oggi Mitas non soltanto ha riassorbito i 19 dipendenti, così come previsto dall'accordo di acquisizione, ma ha rioccupato buona parte della forza lavoro della ex Siderpali ed in più ha assunto nuovi dipendenti, per lo più giovani, per consentire un nuovo slancio ed una nuova vita allo stabilimento che ha fatto la storia del settore "pali e torri in acciaio" in Italia. Oggi l'azienda di Anagni conta circa 60 occupati.

Chi è Mitas
L'azienda siderurgica storica viene fondata ad Ankara nel 1955 e alla fine degli anni '80 diviene una Holding industriale di levatura e operatività internazionale nei settori delle costruzioni in acciaio e delle Linee Elettriche di Alta Tensione ivi compresa l'installazione e il "chiavi in mano". Mitas, controllante di Siderpali, è riconosciuta come azienda leader non solo nel campo della progettazione, ma anche della produzione e del montaggio della gamma completa dei pali e delle torri in acciaio. Lo stabilimento di Anagni, da oltre 30 anni leader di settore, è l'unico in Italia ad essere dotato della gamma completa di linee produttive di ultima generazione per tutte le tipologie di pali e torri mono-tubolari. La capacità produttiva media è di ca. 15.000 tonnellate/anno.

In aggiunta ai potenziali descritti, va sottolineato come la Holding "Mitas Group" conti diverse leadership internazionali nelle strutture in acciaio, nella zincatura a caldo e nella verniciatura, nelle bullonerie speciali e nei progetti turn-key. Nel 1989 Emta ha rilevato Mitas Energy e Metal Construction (fondate ad Ankara nel 1955) e ha dato l'avvio a una rapida crescita delle proprie attività di fabbricazione, installazione e "turn-key" dei tralicci per linee elettriche di Alta Tensione sia sui mercati nazionali che su quelli globali.

Nel 1994, per soddisfare le crescenti richieste dei propri clienti, il Gruppo Mitas costituisce Mitas Industry con cui avvia la produzione dei pali e delle torri mono-tubolari in acciaio, a sezione conica e poligonale, per l'illuminazione pubblica, per la segnaletica stradale, per i sostegni pubblicitari, per le linee ferroviarie, per le linee di trasmissione elettrica, per la rete di Telecomunicazione Mobile e per i sostegni eolici. Mitas Industry, con una capacità produttiva annua di oltre 120.000 tonnellate in costante crescita, esporta oggi in più di 110 Paesi nel mondo, proseguendo la propria politica di investimento in nuove tecnologie, in aumento delle capacità produttive, nell'innovazione dei prodotti e nella costante attenzione allo sviluppo delle proprie risorse umane.

Da maggio 2019 l'ex Siderpali è entrata a far parte del Gruppo Mitas Industry tramite fusione per incorporazione e raccoglie le seguenti attività manifatturiere: produzione di sostegni tubolari in acciaio; produzione di strutture in acciaio per linee elettriche ad alta tensione; produzione di strutture in acciaio per infrastrutture e costruzioni; zincatura a caldo e verniciatura. Queste produzioni, da sole, però avrebbero avuto a che fare con una concorrenza agguerrita, da qui la scelta di rinascita iniziale si è coniugata con l'innovazione tecnologica ed ecosostenibile che ha portato Mitas a siglare importanti accordi come quello con Anas, unite per le Smart Road del futuro. Mitas Industry attraverso il suo brand di riferimento italiano Siderpali, ha infatti definito un accordo quadro del valore di 30 milioni di euro con Anas s.p.a. Gruppo Ferrovie dello Stato della durata di 3 anni, per la fornitura di sostegni polifunzionali relativi al progetto "Anas Smart Road".

Grazie a tecnologie innovative, le autostrade italiane del futuro saranno più scorrevoli, più green ma soprattutto più sicure. Il progetto Anas Smart Road è incentrato sulla tecnologia per lo sviluppo della Smart Mobility, una nuova concezione della mobilità che coniuga tecnologia, sicurezza ed ecosostenibilità. Speciali dispositivi installati sulle principali tratte autostradali consentiranno un monitoraggio più efficiente delle stesse, ottimizzandone il traffico e migliorandone la sicurezza. Tale tecnologia permetterà inoltre lo scambio in real time di informazioni da e verso i veicoli in transito, condizione propedeutica ai futuri scenari di guida autonoma.

Ma non solo Anas, Mitas Siderpali si è aggiudicata anche un appalto con Enel per la fornitura dei pali in acciaio per le Linee aeree della Distribuzione.

«La cosa che ci ha contraddistinto dal momento in cui la nostra azienda è rinata è stata la determinazione, il nostro impegno a diversificare e soprattutto a voler puntare sulla qualità e sul made in Italy, tanto che abbiamo stretto accordi con diverse imprese medie e piccole italiane per la realizzazione dei nostri prodotti, perché pensiamo che la qualità sia un aspetto imprescindibile – dichiara Mario Pizzuti, general manager di Mitas Siderpali – I nostri prodotti puntano ad arredare e a coniugare tecnologia e funzionalità. Vogliamo sempre il meglio e non ci fermeremo qui, tanto che per il futuro stiamo già studiando su nuovi prodotti per la mobilità e lo sviluppo delle smart city».

E che l'azienda di Anagni non si fermerà, lo dimostra anche l'acquisto del brand LumineXence per poter proporre un arredo urbano ecosostenibile che si serve proprio dell'energia rinnovabile, fuori dai classici collegamenti. Le realizzazioni affidate all'architetto Giancarlo Zema si sviluppano attraverso un design artistico scultoreo e funzionale. Il design sostenibile nell'illuminazione pubblica acquisisce infatti ad oggi una forte importanza, soprattutto per progetti di riqualificazione e sviluppo di moderni quartieri.

Insomma, una scommessa non indifferente, una determinazione assoluta e soprattutto tanta voglia di andare avanti e guardare al futuro. Il che non è poco per un'azienda che per cinque anni è rimasta fuori dal mercato e che ha dovuto ricostruire tutto daccapo, barcamenandosi spesso in problemi burocratici legati soprattutto all'area del Sin nella quale opera. Ma nonostante tutto si va avanti. Per l'azienda, per i lavoratori, per il territorio.