Sono stati condannati a cinque anni per rapina, tentata estorsione e lesioni. La vittima, un artigiano di Ferentino, era stato costretto a consegnare 2.000 euro, poi lo avevano riportato a casa. Lì aveva fatto credere di avere altri soldi nascosti in una buca del terreno e avevano cominciato a scavare. Ma era tutto un trucco per consentire alla moglie di avvertire i carabinieri che così avevano effettuato prima un arresto e poi, a distanza di qualche giorno, anche un secondo, quello del complice.

Ieri davanti al tribunale collegiale di Frosinone (presidente il giudice Francesco Mancini) sono stati condannati Salvatore Turriziani, 56 ani, di Torrice e Giovanni Belloni, 45, di Fiano Romano. Il pubblico ministero ne aveva chiesto la condanna a otto anni di reclusione.

Il 1° ottobre del 2019 la vittima, che con gli altri due si conosceva, viene contattata con un pretesto.
L'artigiano viene portato in una località isolata, minacciato, colpito alla testa con un oggetto contundente e rapinato di 2.000 euro. Ma quei soldi, che l'artigiano avrebbe dovuto depositare in un istituto di credito, evidentemente non sono sufficienti.

Il malcapitato allora riesce a far credere che a casa ha altri soldi, altri 30.000 euro, e che li tiene sotterrati in giardino. Così l'uomo è costretto a portare a casa il romano e si è messo a scavare. Un comportamento insolito che insospettisce la moglie dell'uomo che così allerta i carabinieri. La trappola a quel punto è confezionata e così i militari dell'Arma arrestano Belloni.

A distanza di quattro giorni dal primo provvedimento è stato fermato anche colui che è considerato l'ideatore del colpo, Turriziani. In breve tempo l'indagine condotta dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Anagni insieme ai colleghi di Frosinone porta all'emissione di un fermo di polizia giudiziaria nei confronti di Turriziani.

La vittima, dal canto suo, riporterà ferite guaribili in dieci giorni a causa del trauma cranico subito in occasione della rapina. Una volta chiuse le indagini per Belloni e Turriziani c'è stato il rinvio a giudizio. Quindi, il processo che si è concluso ieri davanti al tribunale di Frosinone.
In sede di conclusioni, il pubblico ministero ha sollecitato una pena di otto anni. Alla fine, il tribunale ha deciso di infliggere ai due imputati una condanna a cinque anni.