Lastre scaricate in una zona verde di Cassino, a un passo dalle terme varroniane, in un'area molto frequentata. Una tonnellata di amianto, si stima in prima battuta. Uno scempio senza eguali, a pochi passi anche da un'altra zona in cui è stata piazzata una fototrappola, per arrivare a beccare e sanzionare i furbetti.

Si sta infatti cercando di perseguire quanti più furbetti possibili, ma il lavoro di ricerca successivo alle foto, per arrivare a una sanzione inoppugnabile, è piuttosto lungo. Quelle lastre abbandonate, che raccontano di uno smaltimento illecito - l'ennesimo - figlio di ecocriminali senza scrupolo, sono state scoperte dall'Ansmi, da oltre un anno impegnata sul campo.

In questi dodici mesi, infatti, l'Associazione nazionale della Sanità militare italiana ha operato in favore della salvaguardia della sanità pubblica e della tutela ambientale svolgendo attività di vigilanza sul territorio. Usando anche alcuni droni nelle numerose iniziative: da "Spegniamo i roghi agricoli" passando per operazione "Paglia e Fieno" fino ad "Acque Rosse" e a tante altre, alcune in atto. Iniziative condotte a quattro mani con le forze dell'ordine per sensibilizzare le amministrazioni comunali ma anche gli stessi cittadini.

Nei giorni scorsi il presidente della sezione provinciale con sede a Cassino, Edoardo Grossi, ha scoperto una nuova bomba, a un passo dal centro. E ha lanciato l'allarme. Immediato l'intervento della Rai che, ancora una volta, è tornata a documentare quello che non va in città: lastre lasciate a cielo aperto, sottoposte alle intemperie. Un pericolo scientificamente riconosciuto. E sotto gli occhi di tutti. Per questo il presidente Grossi ha lanciato un appello alle autorità preposte: rendere l'area inaccessibile, isolarla. Poi procedere alla bonifica. In tempi celeri.