Mercato dell'auto ancora in panne in Europa occidentale (Ue+Efta+Uk). Stando ai dati diffusi dall'Acea, nel mese di ottobre le immatricolazioni sono calate del 29,3% a quota 798.693, mentre il bilancio dei primi 10 mesi dell'anno è in rialzo del 2,7%.

«Le immatricolazioni rispetto allo stesso mese del 2019, cioè all'anno che ha preceduto la pandemia, sono calate del 34,3% con contrazioni in tutti i paesi dell'area con la sola eccezione dei piccolissimi mercati di Irlanda, Islanda e Norvegia -sottolineano gli esperti del Centro Studi Promotor (Csp) -. Un cocktail micidiale di fattori negativi sta fortemente penalizzando le vendite di autovetture».

L'industria è alle prese con la carenza di semiconduttori che ha determinato fermate produttive in molti impianti, mentre la domanda è penalizzata dalla pandemia, che sta rialzando la testa, da un generale indebolimento della fiducia dei consumatori, dall'aumento dell'inflazione e in qualche paese anche da aumenti di tassazione. In questo contesto fortemente negativo brilla una sola luce, spiegano da Csp, la crescita delle quote di mercato delle auto elettriche pure e delle auto ibride con la spina per la ricarica elettrica. Naturalmente, il calo delle vendite è drammatico per tanti marchi. A guidare questa poco ambita classifica è il Gruppo Volkswagen che registra un -44% sull'ottobre 2020, con cali importanti per Skoda (-50,2%) e Audi (-48,6%).

Il tonfo del gigante tedesco è evidente anche sulla quota di mercato, calata di 5 punti percentuali sul 2020 (20,2% contro il 25,1% dell'ottobre dell'anno scorso).
Leggermente più contenuta la crisi per Stellantis che perde il 33%sull'ottobre 2020 ma in casa Fca c'è davvero poco da festeggiare. Ai cancelli dello stabilimento di Cassino anche ieri sono proseguite le proteste mentre oggi si è tenuto un convegno sul tema dell'automotive in sala Restagno con alcuni consiglieri comunali e i segretari provinciali della Fiom-Cgil, Fim-Cisl e della Uilm.