La telemedicina è ormai entrata a pieno titolo nel Ssn.
Una svolta, arrivata con il dilagare dell'emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19, dettata dalla necessità di un rinnovamento organizzativo e culturale teso ad una diffusa ed uniforme traduzione operativa dei principi di primary health care raccomandati dall'OMS.

Ma anche una rivoluzione necessaria per la riorganizzazione delle attività sanitarie, clinico-assistenziali e di riabilitazione. L'avvento della telemedicina ha permesso di garantire contemporaneamente massima continuità assistenziale ed empowerment del paziente, con il minimo rischio di diffusione del virus ad utenti, operatori e familiari.

A raccogliere con professionalità la sfida del nostro tempo in campo medico, il Gruppo Ini. Da sempre avanguardia in termini di cura e assistenza ai pazienti del territorio, Città Bianca ha da subito attivato le modalità necessarie per avviare le attività di telemedicina con gli specialisti del Gruppo.

Per permettere la comunicazione a distanza tra medico e paziente, nell'ottica di agevolare l'erogazione di servizi sanitari che vanno dalla diagnosi alla terapia, fino ai controlli a distanza, a Città Bianca sono stati attivati nuovi protocolli per gestire al meglio il servizio.
Un riscontro particolarmente positivo è arrivato dai pazienti in cura nell'ambulatorio di diabetologia ed endocrinologia.

L'applicazione della telemedicina in questi due ambiti di intervento ha rappresentato, ancor più negli ultimi mesi, la chiave di volta per garantire ai pazienti un monitoraggio continuo e costante senza la necessità di recarsi in struttura, con tutti i vantaggi del caso.
A parlarne è il professor Tatti Patrizio, medico specializzato del Gruppo Ini che a Città Bianca opera proprio in qualità di responsabile della diabetologia e dell'endocrinologia.

Dottor Tatti, quali i vantaggi della telemedicina per i pazienti seguiti nel poliambulatorio di Città Bianca? «I servizi di telemedicina sono molteplici e vanno dal teleconsulto alla televisita, passando per il telemonitoraggio e la teleassistenza.
Strumenti innovativi che ci permettono di facilitare il rapporto con i pazienti. Nel nostro ambito di intervento, parliamo di diabetologia ed endocrinologia, l'arrivo della telemedicina ha portato con sé una vera e propria rivoluzione, soprattutto per quel che riguarda il monitoraggio costante dei pazienti. La gran parte di quelli che seguiamo nel poliambulatorio ha aderito a questo nuovo servizio ed oggi può beneficiare dei vantaggi che comporta. Ogni paziente necessita di un supporto scientifico ma anche umano. Ecco, la telemedicina, al contrario di quanto possa sembrare, agevola il rapporto tra specialista e paziente.
Pensiamo ai pazienti diabetici, ad esempio, che hanno bisogno di monitorare costantemente i livelli di insulina, di seguire una dieta scrupolosa, di assumere farmaci in dosi che possono spesso variare. La telemedicina ci permette di seguirli in ogni arco della giornata».

Come operate in tal senso?
«Dopo il consenso da parte del paziente, il percorso viene attivato ed è operativo sin da subito. Nell'ambulatorio di diabetologia ed endocrinologia una nostra infermiera specializzata, Pavan Singh che con l'occasione ringrazio per la dedizione e il grande lavoro svolto, si occupa di raccogliere e mettere insieme i dati e le informazioni che ci arrivano tramite una piattaforma dai pazienti, in modo che io stesso possa avere un quadro chiaro e costantemente aggiornato dell'andamento della patologia in ogni singolo paziente.
Sulla base di questi dati si decide come intervenire.
Ovviamente la telemedicina non va a sostituire le visite in sede, che vengono periodicamente eseguite, ma consente assistenza e monitoraggio nell'intervallo tra un controllo e l'altro. Questo garantisce una migliore gestione dei casi cronici ma anche una gestione di tipo multidisciplinare, con l'intervento di più specialisti laddove sia necessario un supporto integrato.
Inoltre, i pazienti che hanno problemi di tempo, di trasporto, di deambulazione riescono così ad ovviare a numerosi disagi che spesso potevano costringerli anche a ritardare o rimandare i controlli».

Dunque, uno strumento rivoluzionario che ovviamente non può però essere utilizzato quando si parla di prevenzione. In diabetologia ed endocrinologia quanto è importante la prevenzione?
«É fondamentale. Come in ogni ambito medico.
Sottoporsi a controlli costanti consente di intervenire in tempo, in alcuni casi prima ancora che la patologia si manifesti del tutto. La prevenzione garantisce cure meno invasive e una maggiore possibilità di guarigione a molti pazienti. É il caso delle patologie della tiroide, che hanno un'incidenza particolarmente elevata in territori come la provincia di Frosinone, di alcune forme di diabete ma anche di tante altre patologie».