Tra il caso umano e quello politico il confine si fa labile e indefinito. Così la vicenda dell'anziana ospite della casa di riposo Villa Algisa tiene banco in Comune. E in paese. L'incolpevole nonnina si ritrova al centro di una disputa da cui dipende la permanenza in consiglio comunale di Alfonso Rosanova, già candidato sindaco eletto all'opposizione. La maggioranza del primo cittadino Luigi Germani ha votato per la sua incompatibilità in quanto direttore e socio della struttura di via Stazione, a cui il Comune versa la retta per assistere l'anziana donna, indigente e senza familiari.
Rosanova ha reagito contestando la decisione: la ritiene un espediente per impedirgli di rappresentare in assise gli oltre novecento arcesi che lo hanno votato alle comunali di ottobre. E ha annunciato che in ogni caso rinuncerà alla retta della vecchietta. Per la maggioranza, invece, è lui a strumentalizzare la vicenda.

"A sollevare la questione dell'anziana ospite di "Villa Algisa" è stato lo stesso Alfonso Rosanova nella propria dichiarazione inerente le condizioni di incompatibilità sottolinea in una nota la squadra di Germani Durante il primo consiglio comunale lo stesso Rosanova ha chiesto l'intervento dei Servizi sociali al fine di eliminare l'ipotesi d'incompatibilità. Il sindaco ha disposto, raccogliendo anche l'invito dello stesso Rosanova, la formulazione di un quesito al Ministero dell'Interno per tramite della Prefettura di Frosinone al fine di chiarire la corretta interpretazione della norma nel contesto particolare. Pertanto non è vi è alcuna intenzione da parte dell'Amministrazione comunale a voler strumentalizzare questa vicenda al fine di estromettere Alfonso Rosanova dal consiglio comunale. Al contrario, l'Ente e il Consiglio comunale agiscono con l'unico scopo di garantire il rispetto delle norme e di tutelare gli interessi di tutti, inclusi i primi dei non eletti che in merito hanno un interesse legittimo. In ultimo, non corrispondono al vero le dichiarazioni fatte a mezzo stampa da Rosanova che non sussisterebbe alcuna ipotesi di incompatibilità. La norma in materia è chiara".

E un'ultima precisazione: "La tutela del benessere della signora continua ad essere una priorità dell'Amministrazione. La retta pagata alla struttura di 1.500 euro mensili, non trascurabile per un Comune come quello di Arce, testimonia che è stato scelto di dare priorità al benessere della persona, assicurandole la permanenza nel contesto familiare venutosi a creare  nella struttura, piuttosto di individuare soluzioni più economiche (che pur ci sarebbero)".