Tutto nasce dalla trasmissione televisiva Le Iene.
E dai successivi commenti, anche quello di Giorgia Meloni. E ora la leader di Fratelli d'Italia si ritrova indagata per diffamazione aggravata contro Fabrizio Pignalberi. Il gip del tribunale di Roma Angela Gerardi ha avanzata alla Camera dei deputati una richiesta di autorizzazione a procedere contro l'esponente di punta della destra italiana. La Camera avrà novanta giorni di tempo per decidere se quelle opinioni rientrano nell'esercizio delle sue funzioni di parlamentare o no.
È lo scorso giugno quando il programma di Italia 1 si occupa del presidente di Più Italia Fabrizio Pignalberi.
Lo fa dando voce a un gruppo di ciociari e non che lamentavano di esser vittime di truffe e accusavano Pignalberi.

La vita di quest'ultimo è passata ai raggi X ed emerge il passato di militante e attivista nelle fila di Fratelli d'Italia (dal patto federativo chiuso il 1° febbraio 2021 alla candidatura nella lista di FdI alle ultime comunali di Frosinone nelle quali Pignalberi ha preso 59 voti).
Così Giorgia Meloni, incalzata dalle Iene, sente il bisogno di una persa di distanza forte. E lo fa, il 2 giugno scorso, con una dichiarazione su Twitter. «Fabrizio Pignalberi non ha più nulla a che fare con FdI da alcuni anni. Ciononostante non avremmo potuto immaginare che fosse un truffatore. Siamo pronti a costituirci parte civile nel processo contro di lui perché siamo parte lesa».

Parole forti che però all'ex militante non sono piaciute.
Tanto più che i procedimenti in corso contro Pignalberi non sono ancora definiti e, anzi, alcuni si sono anche risolti, recentemente, con archiviazioni o assoluzioni.
Pignalberi, attesa inutilmente una ritrattazione di quelle frasi dalla leader del partito, aveva presentato una querela contro Meloni sottoscritta nella caserma dei carabinieri di Piglio il 24 giugno. A quel punto è stato aperto un procedimento che, per competenza, è finito a Roma. E ora il gip ha richiesto alla camera l'autorizzazione a procedere.

La notizia che Giorgia Meloni è indagata ha iniziato a circolare sabato notte proprio mentre a Milano è in corso il congresso del Nord Italia del partito di Fabrizio Pignalberi. «I miei telefoni cominciano a squillare all'impazzata», commenta il diretto interessato.
Pignalberi ricorda di aver «cercato di mettersi in contatto con la Meloni, sua ex alleata, per chiedere una rettifica, una smentita. A nulla erano serviti i tentativi di contatto e gli appelli riportati dai giornali. Nessuna smentita è arrivata mentre sul presidente di Piú Italia si abbatteva una valanga di fango che sembrava inarrestabile - evidenzia Pignalberi -. Adesso che molte vicende sono state chiarite in ambito processuale resta da chiarire la posizione di Giorgia Meloni.
Come mai la leader di Fratelli d'Italia prese le distanze in modo così drastico dal presidente di Più Italia senza aspettare prudentemente l'esito dell'iter processuale sul suo ex alleato? Come mai nessuna smentita da parte sua nemmeno successivamente?» «Nonostante tutto dichiara Pignalberi - voglio esprimere solidarietà verso Giorgia Meloni, anche lei tempo fa vittima di parole lesive da parte di Saviano».