Dopo molti secoli il 2 novembre scorso, in occasione della commemorazione dei defunti, è stata celebrata la messa nella cripta sotterranea della chiesa di Sant'Agata a Ferentino. Un ambiente suggestivo che si trova in corrispondenza dell'altare maggiore della chiesa. La cappella sotterranea, primo cimitero cristiano del I secolo d.C., fu il primo sepolcro di Sant'Ambrogio martire, patrono di Ferentino.

Dedicata anticamente alla Madonna dei Sette Dolori, per l'occasione è tornata ad ospitare la celebrazione eucaristica come accadeva secoli fa, agli inizi del cristianesimo, quando il culto del Cristo non era ancora consentito (presieduta nella circostanza da don Alessandro Allegra e concelebrata da don Ortiz Candia e don Emeka). Anticamente la cripta era comunicante con la chiesa attraverso una botola ben visibile nel culmen dell'unica vela completa della volta a crociera che lo copriva. La poderosa volta, in opera incerta, è stata tagliata successivamente da strutture murarie che affacciano lungo via Sant'Agata.

Al suo interno si conserva un muro di costruzione di epoca romana, in opera quadrata di travertino, di buona fattura. Oggi l'ambiente presenta un battuto in piccoli ciottoli e due dei quattro capitelli angolari che costituivano gli attacchi della volta. Molto probabilmente è questa la cripta della chiesa a cui fanno riferimento in alcuni scritti il primo parroco di Sant'Agata don Luigi Romanò e i compianti Alberto Cedrone, giornalista parrocchiano autore di varie cronache d'epoca, e Benedetto Catracchia storico locale.

La notizia più antica dell'esistenza della cripta è riportata in "Memorie istoriche delle chiese e dei conventi" di padre Casimiro, opera del 1741, nella quale il frate minore riferisce di «una cripta dedicata ai sette dolori della Vergine». La tradizione storica ricorda che nel sotterraneo è stato sepolto il martire Ambrogio fino all'anno 824 e nel 1327 San Pietro Celestino V, prima del suo definitivo spostamento nella Basilica di Collemaggio a L'Aquila.