Criticità nella sanità, la portavoce cittadina di Fratelli d'Italia, Angela Abbatecola, interviene a gamba tesa: «Le esperienze personali consentono, nel bene e nel male, di verificare sul campo osservazioni per così dire "esterne". Ho sempre pensato in questi mesi che i toni trionfalistici, estremi del nuovo leader regionale D'Amato e della direzione generale aziendale di Frosinone fossero troppo spesso specchietti per le allodole. La svolta nella lotta al Covid 19, i nuovi numeri di un'assistenza medica e sanitaria da eccellenza planetaria partendo da una qualità molto bassa del sistema (e non certamente per responsabilità dei singoli Reparti o operatori) sembravano risultati quanto meno sospetti».

E Abbatecola continua duramente: «Risultati da propinare all'opinione pubblica con la forza non degli obiettivi effettivamente raggiunti, ma con la sicumera di chi vuole imporre la "sua" verità. E poiché, come recita un proverbio giapponese, esistono tre verità (la tua, la mia e la verità), mi sembrerebbe corretto che Asl e Assessore spiegassero bene ai cittadini come funzionano i ricoveri urgenti a Cassino. Nonostante la massiccia campagna vaccinale, le precauzioni giustamente rimangono: chi deve essere ricoverato in ospedale esegue prima un tampone rapido e successivamente quello molecolare. Che viene effettuato fisicamente al laboratorio analisi di Frosinone, dove due o al massimo tre volte al giorno si reca un addetto. Il fatto è che normalmente i risultati arrivano dunque dopo molte dall'esecuzione del prelievo: tipicamente una dozzina di ore o più. Nel frattempo, che succede al povero paziente? Aspetta nei locali del Pronto soccorso, dove, giustamente, è impedito l'accesso a esterni, siano familiari o altro».

E su queste criticità vissute dagli utenti si scaglia la portavoce cittadina di Fratelli d'Italia: «Sarebbe stato logico individuare spazi interni a ogni singolo reparto, in condizioni di sicurezza biologica, per consentire un'assistenza specifica in attesa dei risultati del tampone molecolare. Invece, a quel che ne so due soli reparti sono attrezzati per offrire questo tipo di intervento: Psichiatria e Ostetricia. Praticamente tutte le altre emergenze vengono gestite, con abnegazione, laddove non può essere fornita assistenza specifica.
Io credo che questa situazione sia assolutamente inaccettabile.

Ora si parla di "risalita del Covid 19": la Asl di Frosinone vuole o no organizzarsi, affinché ognuno venga ricoverato nell'immediatezza nel reparto di competenza? Può essere che persone non autosufficienti per la patologia acuta o altro restino in attesa di un risultato che viaggia per 50 chilometri? Può essere che non siano reperibili spazi nel nostro ospedale da adibire a zona controllata, in cui i pazienti possano ricevere adeguata stabilizzazione, senza dover confidare solo sulla nota abnegazione e responsabilità del personale del Pronto soccorso? Assessore D'Amato, direttore D'Alessandro: meno proclami trionfalistici, più umiltà e più azioni concrete a favore dei cittadini».