«Questo è il foto racconto di un materasso... Ma questa è anche la storia di uno scaldabagno, due pneumatici, un tavolo e molto altro recuperato». Con un pizzico di sana ironia i volontari del Coordinamento Schioppo bene comune denunciano gli atti di inciviltà di chi abbandona i rifiuti lungo le sponde del fiume, incurante dell'opera di sensibilizzazione e di riscoperta di un bene comune come lo Schioppo.

Recentemente, sul posto si è tenuto un convegno, alla presenza tra gli altri del consigliere regionale Mauro Buschini, per presentare il progetto del monumento naturale. Eppure, c'è chi non apprezza gli sforzi di chi dedica il tempo libero per abbellire un'area e consentirne l'utilizzo della cittadinanza. Altrimenti simili episodi non si ripeterebbero nel tempo. I volontari, a primavera, quando la stagione delle piene si è esaurita, hanno ripulito l'intera zona, raccogliendo tantissimi rifiuti portati dalla corrente, alcuni di vecchia data, ma anche quelli gettati da chi, senza scrupoli, si disfa delle cose vecchie lungo il fiume.

È successo così per il materasso con annesso cuscino ritrovato dai volontari qualche giorno fa, ma anche per scaldabagni vari e pneumatici. «Il fiume Cosa non è una discarica! Meriterebbe più rispetto, controlli e interventi di pulizia ad oggi compiuti solo dai cittadini volontari», segnalano sulla loro pagina Facebook dal Coordinamento.

A inizio ottobre sempre lo Schioppo bene comune aveva fatto un'altra denuncia: «Un gruppo di persone abituali dello Schioppo ha volutamente danneggiato la fototrappola posizionata nell'area del muraglione. La trappola fotografica è impiegata per determinare la presenza di animali selvatici, per accrescere quindi la conoscenza dell'area anche dal punto di vista faunistico.

Ci chiediamo il senso di queste azioni».
Purtroppo, azioni di questo genere si ripetono nel tempo. Anche un'altra area del fiume Cosa, Fontana Tonica, rimessa a nuovo dai volontari, in quel caso dal Laboratorio Scalo, ha subito negli anni diversi "attacchi" dai vandali.