Cinquantaseienne di Roma rinviata a giudizio con l'accusa di estorsione e sostituzione di persona. La vittima è una quarantacinquenne di Boville Ernica.
Stando alle accuse, al fine di trarne un ingiusto profitto, la cinquantaseienne, è riuscita a farsi consegnare 60 euro dalla bovillense e a stipulare un contratto di rateizzazione con una società di recupero crediti, nonché a firmare una cambiale dell'importo di 2.800 euro a garanzia del contratto.

Un'azione compiuta, sempre stando alle accuse, con violenza e minaccia. La società, stando sempre a quanto ricostruito, aveva ceduto il credito che vantava nei confronti del marito della bovillense. La romana, incaricata dalla società di recuperare il denaro, si è presentata a casa dei bovillensi. Ha trovato la moglie dell'uomo. Si è qualificata come ufficiale giudiziario e ha minacciato la parte offesa di pignorarle alcuni beni di immediato recupero.

Spaventata la signora ha pagato e firmato le cambiali di 2.800 euro a garanzia del contratto. E così la romana è finita nei guai con l'accusa di estorsione e sostituzione di persona.

La bovillense si è affidata all'avvocato Antonio Ceccani anche al fine di chiedere il risarcimento del danno morale e materiale subito dall'istante. Ieri l'udienza e il giudice ha disposto per la cinquantaseienne il rinvio a giudizio. L'udienza il 29 marzo davanti al giudice Palmieri.