Riconversione dell'ex laminatoio in impianto per la lavorazione dei rifiuti: il Consiglio di Stato ha accolto l'appello presentato dalla comunità onlus "In Dialogo" di Trivigliano, proponente del progetto, e annullato la determina con cui la Regione Lazio nel 2019 aveva dichiarato improcedibili le istanze per la realizzazione dell'impianto di stoccaggio.

Visto l'esito dell'appello, la comunità "In Dialogo" ha diffidato la Regione per far riaprire il procedimento amministrativo. Il 19 ottobre scorso il Comune è stato convocato per un tavolo tecnico in programma il giorno successivo. Secondo quanto ha riferito il sindaco, l'ente ha chiesto lo spostamento dell'incontro, per poter conoscere compiutamente i fatti avvenuti fino ad allora.
Come previsto, il tavolo tecnico si è svolto nella data prefissata, alla presenza della Regione e della Onlus, sempre come ha riferito il primo cittadino.

Alla luce dei fatti, il Comune ha annunciato che «riprenderà, con ogni mezzo e in tutte le forme previste dalla legge, a fare opposizione alla realizzazione di qualunque impianto di trattamento di rifiuti pericolosi».
Già nel 2019 i consiglieri Serena Viselli, Laura Polisena, Paolo Castaldi e Marco Colucci parlavano di richiesta di risarcimento danni per il blocco lavori, al di là dell'opportunità o meno del progetto, e puntavano il dito contro l'Amministrazione comunale che dal 2016 avrebbe dovuto essere a conoscenza del progetto e che invece solo dopo due anni aveva assunto una posizione.

Dunque, si riaccende la questione relativa al progetto del centro di stoccaggio rifiuti pericolosi e non, previsto presso l'ex laminatoio di via Campo del Greco, proposto dalla cooperativa sociale "In Dialogo". Una questione che in passato ha mantenuto vivo il dibattito fra maggioranza e opposizione, quest'ultima dubbiosa sul silenzio dal 2016 al 2018 riguardo un progetto che non poteva non essere conosciuto. E sull'articolata situazione, oggi Serena Viselli commenta: «È una vicenda giudiziaria complessa e non sono abituata a dare giudizi senza avere cognizione di causa. Ma visto che l'Amministrazione comunale non è trasparente, per il momento mi astengo dai commenti in attesa di vedere tutti gli atti».