L'inchiesta sui depuratori di Ceccano e Villa Santa Lucia parte da lontano. Le indagini condotte dai carabinieri forestali del Nipaaf di Frosinone hanno proceduto da una parte sulle verifiche sulle autorizzazioni ambientali, sul rispetto delle norme previste sullo smaltimento dei rifiuti, con particolare riferimento alla classificazione pericolosi o non pericolosi e all'esaustività degli esami, ma anche sulla spinta delle continue proteste dei residenti di Ceccano, come di Patrica e Frosinone per i cattivi odori provenienti dalla zona.

Accuse che, per ora, hanno retto nella fase dell'udienza preliminare con il gup di Roma Livio Sabatini che ha rinviato a giudizio 16 persone e 3 società. Si tratta di Claudio Ferracci, Massimiliano Ricci e Mauro Sisti del consorzio Asi; Riccardo Bianchi (recentemente dimessosi) e Antonio Cavallaro dell'AeA; Rosettano Navarra ed Enrico Casini della Navarra spa; i tecnici di laboratorio Manuela Pintore, Simona Romeo, Giuliano Costantini, Livia Cavallito, Francesco Farinelli; per la Provincia Tommaso Michele Secondini e Leonardo Campoli; il responsabile d'impianto del depuratore di Ceccano Amedeo Rota nonché il Consorzio Asi e le società AeA srl e Navarra spa, tutti difesi dagli avvocati Gianrico Ranaldi, Giampiero Quadrini, Marco Cianfrocca, Sandro Salera, Nicola Pisani, Ettore Paolo Di Zio, Gilberto Pagani, Otello Bigolin, Alessandro Tomassetti, Mario Di Sora, Giorgio Igliozzi, Domenico Marzi e Vincenzo Pastorino.

Una sola delle parti offese, il Comune di Ceccano si è costituita parte civile con l'avvocato Gianpio Papa.
Le altre (la Provincia, la Regione Lazio, il ministero dell'Ambiente e il comune di Villa santa Lucia per ora non si sono costituiti, ma hanno tempo fino alla prima udienza che si celebrerà davanti al giudice monocratico di Frosinone il 29 marzo).

Per quanto riguarda l'inquinamento ambientale, tra gli atti dell'inchiesta è finito pure un esposto firmato da 277 cittadini che lamentavano odori nauseabondi provenienti dal depuratore ceccanese e che hanno interessato diverse zone della cittadina, Colle san Paolo, Cese, Passo del Cardinale e Cantinella.
La gente scriveva nell'esposto di essere costretta a tenere le finestre chiuse giorno e notte. Odori che, ad agosto 2017 si erano fati più intensi tanto che qualche residente aveva accusato difficoltà respiratorie.

La situazione si è protratta a settembre fino al 5 ottobre quando «un fortissimo odore di gas/uova marce» è stato avvertito per tutta Ceccano. Al punto che «gli insegnanti del plesso scolastico Passo del Cardinale sono stati costretti ad evacuare i locali - si legge nell'esposto - Molti bambini accusavano nausea e difficoltà respiratorie». E pertanto i genitori li portavano via. Per precauzione il sindaco disponeva anche la chiusura della scuola estesa fino al 9 di ottobre. Secondo gli esponenti, tuttavia, il fenomeno si è ripetuto ancora. Ed è stato questo uno degli aspetti (gli odori definiti gravemente molesti) esaminati dai forestali.