Un primo passo per un percorso che potrà fare la differenza per tanti. È stato firmato ieri un accordo tra la Banca Popolare del Cassinate e il Comune per l'apertura di un emporio solidale in città. Un progetto iniziato quando c'era ancora il presidente Donato Formisano, un seme piantato di cui ora si potranno raccogliere i frutti, concluso dall'attuale presidente della BpC, Vincenzo Formisano. Un progetto sperimentale, elaborato dall'assessorato alla Coesione Sociale guidato dall'assessore Luigi Maccaro, che prevede la creazione di un vero e proprio "supermercato della solidarietà" che promuoverà e organizzerà il recupero di prodotti alimentari, in eccedenza o in donazione, da destinare poi a cittadini in difficoltà socio-economiche.
Una realtà che presto aprirà in via San Marco 10 nei locali messi a disposizione, in comodato d'uso gratuito, dall'istituto bancario.

Una card consentirà ai beneficiari di fare spesa, gratuitamente, in rapporto ai loro reali bisogni. E si pensa già ad ampliarne le funzionalità nella direzione della formazione e dei servizi di tipo sanitario e farmaceutico. «La firma della convenzione tra la Banca Popolare del Cassinate e il Comune - dichiara il presidente Vincenzo Formisano - rappresenta un altro tassello nella collaborazione tra due enti che, da sempre, operano in sinergia e rappresenta anche una tappa importante di un percorso iniziato diversi mesi fa.
Nel pieno dell'emergenza Covid, infatti, la Banca aveva donato al Comune alcuni pacchi alimentari per il sostegno a famiglie in situazioni di bisogno.

In quell'occasione, cominciammo a immaginare un modo più strutturato, organizzato, coerente di gestire gli aiuti, una modalità che consentisse, da un lato, di gestire le risorse in maniera efficiente, ma, dall'altro, di salvaguardare innanzitutto la dignità delle persone che usufruiscono di questi aiuti. Un grande grazie dobbiamo dirlo al sindaco, all'amministrazione comunale e in particolare all'assessore Luigi Maccaro che, con grande tenacia, ha continuato a lavorare a questo progetto senza lasciarsi scoraggiare da problemi, ostacoli, difficoltà che pure non sono mancati durante il cammino e pian piano, un passo alla volta, è riuscito a concretizzare questa splendida iniziativa. Manca ora lo "sprint finale" che, in poche settimane, dovrà portarci all'inaugurazione di questa struttura.

È un progetto che stava particolarmente a cuore anche a mio padre, il presidente Donato Formisano, che sin dall'inizio aveva approvato la proposta, l'aveva sostenuta e incoraggiata e, oggi, è certamente orgoglioso di questa firma: lui ha sempre creduto che la crescita di un territorio dovesse essere globale e non semplicemente economica e ha sempre creduto che la missione di una banca fosse anche quella di promuovere la solidarietà. Oggi la banca ha interpretato il suo ruolo "sociale" e speriamo che l'esempio del comune di Cassino possa trasformarsi in un modello virtuoso anche per altri territori». Entusiasta ed emozionato l'assessore Maccaro: «Questo accordo per la comunità rappresenta una dimostrazione di bella responsabilità sociale e d'impresa da parte della Banca Popolare del Cassinate perché è bello che le aziende del territorio mettano a disposizione risorse per la collettività al di là della loro attività di impresa. E speriamo che altre aziende seguano l'esempio per altri progetti.

Questa è una cosa che io nel cuore da parecchio tempo - spiega Maccaro - La mia idea è quella di superare, anche a Cassino, l'epoca dei pacchi viveri perché nei pacchi viveri spesso ci sono il riso, l'olio, la pasta e la famiglia difficilmente risolve i suoi problemi in questo modo. Per dare dignità alle persone bisogna metterle in condizioni di poter andare in una sorta di supermercato, scegliere ciò di cui hanno bisogno anche tutti i giorni e senza dover spendere i soldi ma utilizzando una tessera scalare che mette a disposizione il Comune in base all'Isee e ad altre caratteristiche. Ma non solo, perché l'emporio solidale per me può diventare un'oasi, un punto di riferimento per tutte le realtà di volontariato a Cassino. Intanto perché altre aziende possono far confluire i beni alimentari o eccedenze alimentari e poi a tutti i volontari chiederemo di darci una mano per la gestione: un'associazione potrà coprire un turno di alcune ore la settimana, un'altra altre esigenze, altre potranno occuparsi di allestire i magazzini.

I ragazzi disabili del centro diurno di Caira faranno i magazzinieri, perché abbiamo immaginato dei percorsi di inserimento sociale per loro attraverso questa attività». Riguardo alla attuale situazione di nuclei in difficoltà, anche dopo la pandemia, in città l'assessore spiega: «Le informazioni che abbiamo noi come Comune ci dicono che la sofferenza è molto contenuta.
Da un lato dal reddito di cittadinanza, dall'altro dei bonus che stiamo distribuendo in maniera veramente copiosa. Nei prossimi giorni uscirà un altro avviso pubblico da 350.000 euro per distribuire buoni spesa e buoni affitto, è il terzo solo quest'anno».