Venerdì mattina si terranno gli interrogatori degli arrestati nell'operazione dei carabinieri denominata "Spicchi". A finire ai domiciliari lunedì mattina sono stati madre e figlio, rispettivamente S.P. 44 anni e G.C. 22 anni di Alatri, D.G. 32 anni compagno della donna arrestato a Trieste dove si trova per lavoro e un venditore ambulante di Ceprano M.P. 34 anni.

I quattro sono difesi dall'avvocato Marco Maietta.
L'accusa è di spaccio di sostanze stupefacenti. Stando alle accuse l'attività di spaccio era gestita dalla coppia convivente che vendeva cocaina e dal figlio della donna che vendeva in un'abitazione vicina a quella della madre hashish e marijuana.

Gli indagati gestivano lo spaccio di stupefacenti presso le loro rispettive abitazioni, concordando telefonicamente e telematicamente gli incontri con gli acquirenti e utilizzando un linguaggio criptico per riferirsi alla quantità di sostanza desiderata, indicandone le dosi in "spicchi" (da qui il nome dell'operazione).

La platea di assuntori era abbastanza ampia, provenienti da Alatri, Frosinone, Veroli, Collepardo ed altri comuni limitrofi. Gli indagati si approvvigionavano dello stupefacente da vari fonti site in Alatri, Frosinone, Fiuggi e Sora, ma in particolare, durante i mesi di lockdown, lo stupefacente veniva consegnato agli stessi da un loro parente abitante in Ceprano che, approfittando della sua attività di venditore ambulante di prodotti caseari – e, per tale ragione, autorizzato a muoversi liberamente anche nelle c.d.
zone rosse a cui era sottoposta la provincia nel periodo monitorato - utilizzava un furgone adibito alla vendita di latticini come copertura per la consegna dello stupefacente, cercando di eludere, con questo stratagemma, il controllo delle forze dell'ordine.
Lo stesso cedeva altresì sostanza stupefacente, di tipo cocaina e hashish, ai vari acquirenti con i quali concordava, appunto, delle consegne di "mozzarelle" e "formaggi".

Si evidenzia la pericolosità delinquenziale degli indagati (estrema spregiudicatezza dimostrata, costante dedizione all'attività delittuosa, accertata tossicodipendenza, attrazione verso la possibilità di facili guadagni) accertata anche dalle risultanze investigative che hanno dimostrato come i prevenuti siano legati al traffico di sostanze stupefacenti tanto da diventare la loro principale fonte di sostentamento, determinando così notevole allarme sociale per la sistematicità degli spacci a numerosi consumatori, anche di età minore.