Autotrasportatore precipita con l'auto e muore, la difesa dell'imputato chiede e ottiene il rito abbreviato. In tribunale dovrà tornare il prossimo 22 marzo per rispondere delle presunte irregolarità del guardrail nel tratto del Comune di Piedimonte il direttore del Consorzio Asi di Frosinone, Claudio Ferracci, rappresentato dallo studio Ranaldi. La procura, lo ricordiamo, aveva chiesto il processo per il direttore del Consorzio in relazione alla morte di Antonello Gerilli, l'auto trasportatore di 58 anni di Villa Santa Lucia, deceduto dopo un volo di tre metri con l'auto nell'ottobre del 2019 dal cavalcavia di Piedimonte. Nei confronti del sindaco di Piedimonte, Gioacchino Ferdinandi, la procura aveva invece chiesto l'archiviazione.

A due anni esatti dal tragico incidente, si è tenuta ieri l'udienza che di fatto apre il processo. La richiesta di rinvio a giudizio per omicidio stradale del pm Rubolino, a conclusione delle indagini preliminari, era stata avanzata lo ricordiamo solo nei confronti di Claudio Ferracci, 55 anni, di Frosinone, in qualità di direttore Asi. Per Studio3A-Valore S.p.A., che assiste la famiglia della vittima, il punto cruciale sarebbe legato proprio ai dispositivi di trattenuta del cavalcavia. Un decesso istantaneo, quello di Gerilli, da porsi «in nesso causale diretto con il grave politrauma contusivo-fratturativo secondario all'incidente e la conseguente insufficienza cardio-respiratoria acuta» come aveva concluso il dottor De Giorgio, docente di Medicina legale dell'Università Sacro Cuore di Roma.

«Per Ferracci sarebbe il Comune ad aver avuto in carico il cavalcavia e a essere quindi responsabile dell'incidente, ribadendo la sua totale estraneità. Proprio a fronte di questo, i familiari della vittima stanno per intraprendere una causa civile essendo sin qui rimaste prive di riscontro, nonostante le conclusioni delle indagini preliminari, le richieste di risarcimento formulate da Studio3A per conto dei propri assistiti nei confronti del Consorzio e della sua compagnia di assicurazione, ulteriore motivo di amarezza per i congiunti della vittima» hanno aggiunto da Studio3A.