Si chiama Mama il "miniappartamento degli affetti" dove le madri detenute riceveranno i loro bambini che dai 4 anni non possono più restare in cella con loro. Proprio a ridosso dell'inaugurazione della struttura che Renzo Piano ha regalato alle ospiti di Rebibbia, l'avvocato Sarah Grieco, coordinatore scientifico e delegata rettore Cnupp, ha portato all'attenzione nazionale l'importante lavoro svolto dall'Unicas in tale direzione, ospite di "Parliamone" su Rainews24.

«Un ordinamento penitenziario senza luoghi, tempi e spazi adeguati a garantire il mantenimento di relazioni affettive significative, oltre a produrre i suoi effetti nei confronti dei familiari, spesso "vittime dimenticate", rischia di compromettere la salute psico-fisica dei detenuti» aveva di recente affermato Sarah Grieco: questo il punto di partenza del lavoro svolto dall'Unicas con il Garante del Lazio per i detenuti.

L'Università di Cassino, ha spiegato l'avvocato Grieco, proprio durante la pandemia è entrata nelle carceri per capire cosa stesse accadendo: «Abbiamo sottoposto un questionario a oltre 200 detenute i risultati verranno presentati ufficialmente ed è emerso che proprio i detenuti durante la pandemia hanno fatto un passo indietro nella genitorialità. La casina è un grande esempio di come anche in Italia, dove i moduli di affettività sono pochissimi, sia possibile non rinunciare ad avere una famiglia se si è detenuti».