Si fa sempre più largo l'ipotesi di una terza dose vaccinale per tutti. La conferma è arrivata ieri direttamente dal presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, che ha dichiarato: «Oggi è raccomandata per alcune categorie, in particolare quelle più fragili, ma la terza dose di vaccino anti-Covid per tutta la popolazione è uno scenario verosimile».

Il motivo? L'indice nazionale di contagio Rt ha superato 1, come indicato dai valori del nuovo algoritmo Covindex, il parametro sovrapponibile all'indice Rt e aggiornato sulla base del rapporto fra nuovi casi positivi e tamponi. Insomma, il dibattito aperto continua e la nuova avanzata del Covid-19 sembra stia smuovendo più velocemente le acque. Brusaferro, dal canto suo, ha anche posto l'accento sul mondo scolastico: «La scuola a livello nazionale ha posto molta attenzione e grande rigore nel rispetto delle norme, fin dal principio. Ma la vita in classe è solo un momento - ha aggiunto Brusaferro -, è fondamentale che i ragazzi stiano attenti anche nella vita extra scolastica».

Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del Ministero della Salute, ha di fatto allargato il discorso agli altri temi sul tavolo dell'emergenza sanitaria: «Cosa succederà questo inverno con il Covid dipenderà da diversi fattori ma in particolar modo dalla copertura vaccinale: per tenere sotto controllo il virus dobbiamo raggiungere probabilmente la soglia del 90%». In Italia, dunque, la situazione non è catastrofica ma nemmeno ottimale. «Perché abbiamo ancora alcuni casi e tra 30-40 morti al giorno - affermato Rezza -. Siamo tra i Paesi con l'incidenza più bassa in Europa e nel mondo, grazie alla campagna di vaccinazione e all'uso della mascherina al chiuso.

Ma cosa accadrà da adesso in poi dipenderà da molti fattori. Di certo dobbiamo raggiungere e mantenere una copertura vaccinale al di sopra della soglia che noi definiamo immunità di gregge, o di comunità, perché è quello che ci permette di tenere sostanzialmente la trasmissione sotto controllo. Noi continueremo a fare come abbiamo sempre fatto, monitorando sempre la persistenza della risposta immunitaria, e man mano che ci saranno le evidenze del caso, saranno declinate dal punto di vista organizzativo».

E sull'aumento dei contagi il numero uno dell'Iss ha spiegato: «Sono impegnato a fare in modo che la copertura vaccinale da una parte e il monitoraggio dall'altra ci guidino nella comprensione di come evolve la pandemia. Credo che sia fondamentale l'adesione della popolazione verso le misure di sicurezza, in primis l'utilizzo delle mascherine nei luoghi chiusi per evitare scenari di peggioramento».

Rezza ha anche allargato il discorso alle altre minacce che potrebbero arrivare: Dobbiamo essere pronti a una nuova epidemia da "malattia x", tra dieci o cinquant'anni. Abbiamo altri virus, per esempio quelli trasmessi dalle zanzare, che a causa dei cambiamenti climatici potrebbero assumere dimensione internazionale. Quelli che ci preoccupano di più, tuttavia, sono quelli respiratori».