Sarà una settimana "bollente" per la questione acqua in provincia di Frosinone. In calendario, infatti, ci sono due appuntamenti molto importanti: domani, davanti al gup del Tribunale di Frosinone Antonello Bracaglia Morante, compariranno nove persone tra i vertici di Acea Ato5, revisori dei conti, componenti del collegio sindacale e dirigenti della Sto, in carica nel periodo da l2014 al 2017, per i reati, contestati a vario titolo, di falso in bilancio, frode nelle pubbliche forniture, ostacolo all'esercizio delle funzioni dell'Arera (l'autorità di pubblica vigilanza), peculato sul fondo vincolato per la depurazione, turbata libertà nella scelta del contraente per l'affidamento degli incarichi di progettazione e collaudo, nonché reati tributari sulle imposte dei redditi per gli anni d'imposta dal 2014 al 2017; giovedì, invece, avrà luogo l'assemblea dei sindaci dell'Ato 5 chiamata a valutare l'accettazione o meno della proposta di accordo avanzata dal tavolo di conciliazione ed, eventualmente, approvare una delibera in cui viene dato mandato alla Sto di ridefinire l'assetto delle compensazioni (non l'entità finanziaria) tra crediti e debiti in essere tra Acea e Ato 5.

L'udienza penale
Domani alle 15, legittimi impedimenti permettendo, nell'aula gup del Tribunale del capoluogo, si svolgerà l'udienza preliminare per valutare se rinviare a giudizio oppure no nove soggetti tra i vertici di Acea Ato5, revisori dei conti, componenti del collegio sindacale e dirigenti della Sto, in carica nel periodo dal 2014 al 2017, per i reati, contestati in base alle condotte personali assunte e ai ruoli ricoperti, di falso in bilancio, frode nelle pubbliche forniture, ostacolo all'esercizio delle funzioni dell'Arera (l'autorità di pubblica vigilanza), peculato sul fondo vincolato per la depurazione, turbata libertà nella scelta del contraente per l'affidamento degli incarichi di progettazione e collaudo, nonché reati tributari sulle imposte dei redditi per gli anni d'imposta dal 2014 al 2017. Nutrito l'elenco delle parti offese che sono l'Ato 5, l'Arera, 85 comuni ciociari più quello di Campodimele, l'Agenzia delle entrate, la Frama srl e Carlo Colantonio di Arce.

«La notifica dell'atto dell'autorità giudiziaria, con la fissazione dell'udienza preliminare che vede coinvolti nel procedimento penale alcune personalità di spicco che hanno gestito o che rivestivano un ruolo di controllo nella gestione di Acea sul territorio della provincia di Frosinone nel corso degli ultimi anni – ha dichiarato più volte il sindaco Nicola Ottaviani (il Comune di Frosinone si costituirà parte civile tramite l'avvocato dell'ente Paolo Tagliaferri) – testimonia come le rimostranze sollevate dal Comune di Frosinone e da molte associazioni di volontariato, negli scorsi anni, fossero motivate rispetto alla gestione del servizio idrico. È giusto che la cittadinanza sia informata di quanto avvenuto, senza alcuna pretesa di volerci sostituire a quella che sarà la sentenza sotto il punto di vista processuale, ma utilizzando in ogni sede le consulenze tecniche e gli accertamenti effettuati dall'autorità giudiziaria».

Le contestazioni riguardano il falso in bilancio «che va a incidere necessariamente sul risultato di esercizio, sui costi richiesti come rimborso alla collettività tramite tariffa, che esprime la sommatoria dei costi per portare avanti il servizio» ha detto il sindaco, e la frode in pubbliche forniture. «Quando il Comune nutriva dubbi sulle singole voci di costo per la formulazione della tariffa, o per l'alto tasso di dispersione idrica (a cui corrisponde, evidentemente, il mancato investimento da parte della società e l'assenza di interventi significativi sulla rete), allora probabilmente non aveva tutti i torti.
Se le ipotesi coltivate dalla autorità giudiziaria, corroborate da consulenze tecniche e contabili, fossero confermate, significherebbe dover riscrivere la storia della gestione idrica della provincia di Frosinone degli ultimi anni».

«A prescindere dal profilo di responsabilità penale diretta, ciò che interessa all'amministrazione comunale e alla cittadinanza è il profilo della responsabilità di Acea Ato5 nella gestione del servizio idrico. È chiaro, dunque, che il Comune si costituirà parte civile per evidenziare le richieste di ristori e di risarcimento della collettività, poiché le consulenze tecniche ipotizzano che i costi esorbitanti, del mantenimento e gestione del servizio, possano essere confluiti nelle bollette, gravando così sulle tasche delle famiglie della nostra provincia» ha detto ancora il sindaco. Il procedimento sulle criticità della gestione del servizio idrico integrato da parte di Acea Ato 5 sarà oggetto di valutazione anche della Corte dei Conti di Roma e dell'Autorità nazionale anticorruzione.

L'assemblea
L'Assemblea dei sindaci dell'Ato 5, convocata per giovedì prossimo, due giorni dopo l'udienza penale, dal presidente Pompeo, è chiamata a valutare l'accettazione o meno della proposta di accordo avanzata dal tavolo di conciliazione ed, eventualmente, approvare una delibera in cui viene dato mandato alla Sto di ridefinire l'as setto delle compensazioni (non l'entità finanziaria) tra crediti e debiti in essere tra Acea e Ato 5. Questo a seguito della difficoltà, come traspare dalle voluminose carte che saranno oggetto di studio da parte dei primi cittadini, di applicare le soluzioni individuate dal Collegio di conciliazione (nominato nel 2019 per trovare un accordo tra le parti e composto dall'avvocato Pasquale Cristiano per Acea; dall'avvocato Fabrizio Zoli per la Sto e dal prefetto Angelo Trovato) che aveva così definito la situazione: crediti in favore di Ato 5 di 25.364.000 euro (tra saldi canoni concessori, interessi ed economie sui ratei dei mutui); crediti in favore di Acea di 12.894.000 euro (che rinuncia alla compensazione di 328.0000 euro); decurtazione di 12.798.000 euro dai conguagli tariffari futuri in favore di Acea (derivanti da economie sui ratei dei mutui); investimenti extra-tariffa per 4.500.000 euro effettuati da Acea in favore dei Comuni dell'Ato quale riconoscimento delle penali applicate in sede di risoluzione.

La soluzione proposta dal Collegio di conciliazione, tuttavia, non potrebbe essere adottata alla luce dei nuovi oneri concessori, dopo quelli riconosciuti nel 2020 dalla Provincia ai Comuni(già erogati) per una somma di 7.098.521,92 euro e relativi al periodo 2003-2012.
Ci sono, infatti, ancora da erogare gli oneri concessori relativi al periodo 2013-2018 per un totale di 5.514.962 euro, che erano stati destinati dal Tavolo di conciliazione a compensazione. Per non perdere questi oneri, i sindaci dovrebbero affidare alla Sto il compito di individuare soluzioni alternative con cui procedere alla compensazione di debiti e crediti con il Gestore.
Una questione intricata di cui si parlerà a partire da giovedì.