Blocco della raccolta dei rifiuti indifferenziati, ora sono il presidente della Provincia e i Comuni del Cassinate a chiedere l'intervento della Regione, in un'ottica di un intervento condiviso. Tutto nasce a causa della scoperta, nei rifiuti destinati all'impianto di Colfelice, di valori di zinco superiori al consentito (durante un campionamento effettuato dall'Arpa), con conseguente stop da parte della Saf alla raccolta dell'indifferenziato. Ieri era il terzo giorno di fermo. E la settimana che si apre sarà decisiva per sbloccare l'impasse.

Lo sa bene il presidente della Provincia Antonio Pompeo che afferma: «Abbiamo aspettato fiduciosi una soluzione e invece oggi a distanza di quasi una settimana navighiamo ancora nell'incertezza più assoluta. A pagare questa incertezza è un territorio che non si è mai risparmiato e ha sempre dimostrato solidarietà a Roma e alle altre Province del Lazio».
Pompeo chiede un provvedimento ad hoc: «I sindaci non possono essere lasciati soli a gestire questa situazione, è necessario che la Regione Lazio prenda provvedimenti urgenti, anche attraverso un'ordinanza, come ha fatto in situazioni analoghe, per evitare che la provincia di Frosinone vada in emergenza.

Un paradosso se si pensa che siamo l'unica provincia con il ciclo dei rifiuti chiuso messo a rischio proprio dalle criticità altrui. Comprendo la preoccupazione dei sindaci e dopo essermi confrontato con molti di loro, ritengo opportuno che, se entro lunedì non ci saranno notizie risolutive, venga convocata l'assemblea dei sindaci per decidere in maniera unitaria le azioni da intraprendere al fine di supportare le amministrazioni locali nella gestione di questa situazione».

Se la direzione regionale ciclo dei rifiuti, con una nota, aveva concesso ai Comuni di «individuare autonomamente soluzioni alternative di trattamento presso tutti gli altri impianti regionali Tm e Tmb», ieri la consulta dei sindaci del Cassinate ha rimandato la palla nel campo della Regione. Lo ha fatto al termine della riunione convocata dal primo cittadino di Cassino Enzo Salera. Gli amministratori del territorio meridionale della provincia hanno condiviso all'unanimità un documento, fatto recapitare al presidente regionale Nicola Zingaretti, all'assessore al Ciclo dei rifiuti Massimiliano Valeriani, alla direzione regionale, alla prefettura di Frosinone e alla società guidata da Lucio Migliorelli.

La consulta ha chiesto alla Pisana di «consentire l'immediato ed efficace superamento della situazione emergenziale in atto nella provincia di Frosinone con riferimento al ciclo dei rifiuti urbani in conseguenza dell'improvvisa sospensione dei conferimenti presso l'impianto Tmb di Colfelice, comunicata nei giorni scorsi dalla Saf». In attesa di scoprire le cause del superamento dei limiti per lo zinco, come accertato dai prelievi del 5 ottobre, nelle more delle controanalisi, la consulta dei sindaci del Cassinate invoca l'intervento regionale «nella prospettiva di garantire l'interesse prioritario della continuità del servizio e prevenire ogni eventuale situazione di pericolo per la salute pubblica e l'ambiente».

In particolare i sindaci chiedono alla Regione di «garantire il massimo supporto attraverso l'adozione di strumenti ed eventualmente poteri extra ordinem, individuando l'impianto ove destinare quei rifiuti che al momento non possono essere trattati dalla Saf per consentire una pronta ed effettiva soluzione». Lo scopo, naturalmente, in attesa che l'impianto di Colfelice riapra i battenti ai conferimenti della frazione indifferenziata (previsti tra 10-15 giorni) è «scongiurare problematiche igienico-sanitarie e pericoli per la salute pubblica».
Nel chiedere ciò i sindaci del Cassinate ritengono «superfluo rammentare quanto l'intera provincia di Frosinone abbia per lunghi anni contributo alla risoluzione immediata delle varie situazioni emergenziali verificatesi in altre province».