Chiuse le indagini nei confronti di un trentunenne di Frosinone accusato di maltrattamenti e minacce nei confronti dell'ex compagna. Violenze, che, stando alle accuse, erano iniziate dal 2011, quando sono andati a convivere. Violenze quotidiane, anche durante la gravidanza. In un'occasione ha sferrato un pugno alla donna, in un altro le ha lanciato un coltello. Un incubo durato fino a qualche settimana fa. Nonostante il divieto di avvicinamento alla donna, il frusinate ha continuato a minacciarla e a perseguitarla. Ora l'avviso di chiusura delle indagini preliminari. Il trentunenne è difeso dall'avvocato Antonio Ceccani.

La ricostruzione
Stando alle accuse le aggressioni erano quasi giornaliere, fin dall'inizio della loro convivenza, circa dieci anni fa. Nei mesi scorsi, la decisione di interrompere il rapporto. Le violenze non si erano fermate neppure mentre la donna era in dolce accesa e neanche quando la figlia minorenne era presente e assisteva alle aggressioni. Mesi fa i messaggi minacciosi inviati tramite whatsapp alla vittima, oltre a messaggi vocali pretendendo di sapere dove si trovasse. Sempre stando alle accuse ha inviato una foto sul telefono della donna con cui mostrava una pistola. Foto poi cancellata.

A fine settembre, nonostante l'uomo fosse sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento l'ha tempestata di telefonate e messaggi. Minacce proseguite a inizio ottobre. La donna lo aveva anche avvisato di essere intenzionata ad avvertire la polizia se avesse continuato a minacciarla, ma lui non si è fermato, ha proseguito minacciandola di morte, fino a inviarle anche la foto, come detto, di una pistola.
Poi cancellata. Ora la conclusione delle indagini preliminari. Il frusinate avrà venti giorni per presentare memorie, produrre documenti, chiedere al pm il compimento di atti di indagine, nonché presentarsi per rilasciare dichiarazioni, ovvero chiedere di essere sottoposto a interrogatorio.