Frana di San Michele, si perfezionano le questioni legate a bandi, contratti e piani da rispettare.
Mentre continuano studi e monitoraggio dell'intera area. L'intervento eseguito di recente da Acea nella parte alta della zona dovrebbe aver eliminato le infiltrazioni che rappresentavano un grosso ostacolo all'esecuzione del piano definitivo. Ora, superati tutti gli step burocratici, si entra nel vivo. E a gennaio, imprevisti permettendo, si partirà concretamente con i lavori.

Si accelera
Sono risultate necessarie due integrazioni, relative ad altrettanti appalti: passaggio che avrebbe dilatato i tempi fissati dal cronoprogramma di circa 15 giorni.
Ma le verifiche restano una priorità, come sottolineato dal consigliere con delega all'ambiente, Riccardo Consales. In settimana è prevista la chiusura di questa prima fondamentale fase, poi la stipula (dopo 35 giorni) del contratto e infine la preparazione del progetto esecutivo. Gli ultimi necessari atti. Intanto il Comune ha in animo di organizzare uno o più incontri con i residenti per spiegare nel dettaglio come si procederà: previste, infatti, anche verifiche interne alle abitazioni della zona.
«Dobbiamo anche verificare, ad esempio, se i residenti siano in grado di riferire della presenza di piccole sorgenti nelle cantine oltre a tutta un'altra serie di elementi: un passaggio fondamentale» ha aggiunto Consales. Programmati, quasi in contemporanea agli incontri con i cittadini, dei sopralluoghi tecnici.

Il monitoraggio della zona, in realtà, non si è mai fermato. E, anzi, sono previsti ulteriori accertamenti proprio mentre si va perfezionando l'aspetto burocratico. Quello di San Michele, però, non è l'unico fronte sebbene il più importante tenuto sotto controllo: anche Caira così come altre zone della città interessate dal dissesto idrogeologico restano "sorvegliate speciali".