Fusti accatastati in via Varlese, in un'area posta sotto sequestro dopo una denuncia che risale a ben nove anni fa. Torna la Rai a riaccendere i riflettori su quell'area dove ancora sono visibili i fusti - contenenti forse vernici - prodotti da un'azienda legata all'indotto Fiat (oggi Stellantis), fallita da moltissimi anni. Durante i sopralluoghi, però, salta fuori anche un'altra emergenza: la presenza in quell'inferno di alcuni stranieri. Da un primo sguardo sembrerebbe che ce ne sia più di uno. Ma sul posto, all'arrivo delle telecamere, c'è solo un uomo che si sottrae ai microfoni e non vuole parlare.

Alcuni cittadini raccontano della presenza dei "veleni dimenticati", dei sequestri operati dalla polizia nel 2012 dopo la denuncia di Edoardo Grossi (ora presidente dell'Ansmi, l'Associazione nazionale della Sanità militare italiana) e della presenza baluginante di alcuni cittadini stranieri, gli "invisibili" che a volte per riscaldarsi bruciano quello che trovano. E che vivono in condizioni disumane. Una doppia emergenza, dunque: quella ambientale, legata alla necessità di arrivare quanto prima a una bonifica della zona accanto a quella di carattere umanitario.

Non solo Nocione
L'emergenza registrata in via Varlese non è l'unica: da Nocione - per il quale sono attese importanti decisioni sullo smaltimento dei rifiuti interrati - alle acque rosse, il territorio resta un sorvegliato speciale. Il dialogo sul sito di Nocione riaperto tra Comune e Regione (dopo la pausa estiva) è servito a mettere un po' in ordine le date di intervento, ma adesso si deve passare alla fase operativa. L'allerta, però, resta alta. «La Rai è tornata sabato a Cassino per raccontare il mai dimenticato fenomeno dei siti tossici sottovalutato da molti, ma non dagli attivisti dell'Ansmi, che continuano in un'attività costante di prevenzione e di controllo del fenomeno - commenta Edoardo Grossi - Una minaccia sanitaria e ambientale a 980 metri dal centro urbano di Cassino. Pertanto non è un problema solo degli ambientalisti ma di tutta la popolazione». Si tratta, secondo le prime informazioni, di centinaia di fusti accatastati.

L'emergenza umanitaria
L'emergenza umanitaria, però, non è da meno. I Servizi sociali non stanno con le mani in mano ma la criticità è evidente: almeno una quarantina, si stima, le persone che vivono per strada tra Cassino e il suo hinterland. Ma ancora non è chiaro se siano stranieri o italiani. Il problema principale, infatti, resta quello legato al censimento.
Occorre prima di tutto capire da dove vengano per poi procedere con mirati interventi che seguono iter differenti se sono italiani o stranieri: il lavoro degli assistenti sociali resta comunque a dir poco complesso. Due settimane fa la delibera per la via fittizia, che consente alle persone senza dimora di fare richiesta di documenti fondamentali. Ma che non vale per gli stranieri. Martedì scorso, invece, un'altra fondamentale delibera che servirà a stanziare circa 30.000 volti a promuovere un percorso condiviso da Caritas e Casa della Carità. La prima avrà il compito di creare una unità di strada per raggiungere chi ha necessità di beni di primo soccorso, cibo e coperte.

E, eventualmente - come spiegato dall'assessore alla Coesione sociale, Luigi Maccaro - accompagnare i soggetti bisognosi nella Casa della Carità, che avrà il compito di riservare alcuni posti proprio indicati nel progetto. Un percorso virtuoso, che porterà a un tavolo sulla grande marginalità sociale: un tavolo fatto da Comune - Assessorato alla Coesione sociale, Caritas e Casa della Carità che andrà a ripensare non solo l'emergenza ma anche il reinserimento nei circuiti d'accoglienza. Il lavoro è in itinere, l'assessore Luigi Maccaro è già in campo, a capofitto nell'attuazione delle misure urgenti di solidarietà alimentare e abitativa di persone che versano in stato di bisogno. Serve, ora più che mai, creare una rete di servizi in grado di realizzare ampiamente un piano assistenzialista a tutto tondo.