Studenti giù dal bus, le famiglie protestano. Ora l'azienda dei trasporti assicura provvedimenti nei confronti del controllore. Ma veniamo ai fatti.
Lo scorso 9 ottobre, un gruppo di ragazzi si è visto costretto a scendere da un autobus al ritorno, dopo una giornata di lezione presso l'Itis "Morosini" di Ferentino.

La motivazione, stando al racconto del padre di uno studente ceccanese è stata, a detta del controllore che si è incaricato di sgomberare l'autobus, «l'eccessivo affollamento del mezzo causato dalle fermate intermedie». La vicenda, ancora in fase di chiarimento da parte dell'azienda incaricata del trasporto regionale, è stata ricostruita presso il comando dei carabinieri di Ceccano proprio dal citato genitore, che ha presentato un esposto.

Nel documento trascritto dai militari viene ricostruita così la vicenda: il gruppo di ragazzi era salito a bordo di uno degli autobus di linea diretto a Sora, per tornare a casa. Tutti sarebbero scesi a Frosinone e da lì avrebbero preso una coincidenza diretta a Ceccano.
Ma dopo due fermate a bordo del mezzo il controllore, una volta verificati i titoli di viaggio, ha ordinato agli studenti che sarebbero dovuti scendere a Frosinone di abbandonare l'autobus, che si trovava ancora nei pressi dell'istituto ferentinate, per lasciare il posto ad altre persone dirette a Sora.

Il padre dello studente ceccanese prosegue il suo racconto: «I ragazzi hanno obiettato all'ordine e hanno chiesto spiegazioni al controllore, il quale ha affermato che la cosa richiesta non era "lecita", però ha contestualmente respinto malamente quanto richiesto, costringendo i ragazzi a scendere e a trovare un modo alternativo per tornare a casa. Ovvero, sono rientrati grazie ai familiari che hanno dovuto recarsi a Ferentino per riprenderli. Ho chiamato il numero verde dell'azienda - spiega S.B, il genitore ceccanese che ha presentato l'esposto presso la caserma dei carabinieri – e mi è stato confermato dall'azienda che si attiveranno per individuare chi fosse il controllore che ha rifiutato di farsi identificare, e che ci sarebbero state sanzioni nei suoi confronti».