Studenti a piedi o in attesa per ore prima di entrare a scuola, corse dei pullman insufficienti e inadeguate per gli orari. Esplode la protesta di ragazzi e genitori.
Gli studenti che frequentano gli istituti superiori del comprensorio, in particolare a Ceprano, restano a piedi o sono costretti ad arrivare a scuola molto prima rispetto all'orario di ingresso.

Di fatto, i doppi turni non scongiurano i rischi di assembramento e i ragazzi subiscono non pochi disagi. I problemi interessano non solo l'Istituto Tecnico Economico cepranese, ma anche altre scuole superiori del comprensorio frequentate da cepranesi. Una delle segnalazioni giunge dal consigliere Marco Colucci, che si fa portavoce dei disagi di studenti degli istituti di Pontecorvo, raggiungibili con un'unica corsa.

Analoghi problemi per l'Ite di piazza Martiri di via Fani.
I ragazzi provenienti da Pastena hanno un solo pullman alle 7,16 e indipendentemente dall'ingresso alle 8 e alle 9,40 come impone la norma, arrivano tutti alla stessa ora. Quindi, se entrano al primo turno sono fortunati, se al secondo devono aspettare in strada. Attese anche per gli studenti del secondo turno provenienti da Arce, Pico, San Giovanni Incarico, Pofi e Ripi, che comunque arrivano molto prima rispetto all'orario di ingresso.

I disagi diventano insostenibili per il ritorno: quando i ragazzi fanno la settima ora escono alle 15,50, ma i pullman non ci sono in alcuni casi; in altri due ore dopo.
«Gli stadi sono pieni, come le strade e le piazze - osserva Colucci - Ceprano e i Comuni del comprensorio non sono come Roma. I trasporti e i sistemi organizzativi sono molto diversi. Non serve fissare regole rigide per la scuola, sottoporre a sacrifici assurdi studenti e famiglie e poi consentire altrove libertà che contrastano con i divieti scolastici. I trasporti sono inadeguati. I ragazzi restano per ore in strada o si fermano nei bar. In tal modo si rischia l'assenteismo e la demotivazione allo studio anche dei più tenaci».