Ancora una giornata con pochi positivi in provincia di Frosinone. Nel bollettino di ieri, infatti, diffuso dall'Azienda sanitaria frusinate, sono stati inseriti 24 nuovi positivi, contro i 21 della comunicazione precedente, a fronte di 656 tamponi effettuati; 28 i negativizzati, zero decessi e 12 persone ricoverate.
Per quanto riguarda la distribuzione dei nuovi contagiati, il primato di giornata va a Sora con 6, a seguire Alatri con 4, Cassino con 3, Amaseno, Arce e Castrocielo con 2 e, in chiusura, Fiuggi, Frosinone, Pontecorvo, Sant'Andrea del Garigliano e Veroli con uno.

Per quanto riguarda il resto della regione il punto della situazione è stato fatto dall'assessore alla sanità Alessio D'Amato: «Nel Lazio su 7.525 tamponi molecolari e 11.471 tamponi antigenici per un totale di 18.996 tamponi, si registrano 221 nuovi casi positivi (-9) in calo rispetto a domenica 3 ottobre (-57), 3 i decessi ( = ), 340 i ricoverati (-8), 50 le terapie intensive (-2) e 313 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è all'1,1%.
I casi a Roma città sono a quota 106. Prosegue calo di terapie intensive e ricoveri».

L'assessore D'Amato ieri ha poi fatto visita all'Umberto I dopo le violenze dei no vax nei confronti del personale medico e sanitario in servizio al pronto soccorso: «Un attacco inaudito ed intollerabile che ha coinvolto il Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I, dove medici ed infermieri sono stati costretti a sigillare i locali per arginare la pressione violenta dei manifestanti arrivati a decine. Ho voluto ringraziare questa mattina le nostre operatrici e i nostri operatori per il coraggio e la dedizione, non hanno fatto un passo indietro contro i violenti ed hanno sempre garantito l'assistenza. Il bilancio purtroppo parla di due operatori sanitari feriti, una infermiera ha ricevuto una bottiglia in testa e due agenti feriti. È intollerabile, giù le mani dal personale sanitario!».

«L'intervento della Celere ha evitato che la situazione degenerasse anche se i violenti entranti di forza nell'area Accoglienza hanno in tutti i modi impaurito e minacciati i presenti. Tutti gli operatori sanitari ai quali va il più grande sostegno e vicinanza per aver saputo fronteggiare anche questa situazione, dopo quasi venti mesi di lavoro in prima linea contro il Covid hanno comunque garantito il loro servizio, nonostante il clima di paura ed intimidazione imposto dai manifestanti che sono stati poi allontanati dalla celere che ha presidiato l'ospedale per tutta la notte» ha aggiunto il direttore generale del Policlinico Umberto I, Fabrizio d'Alba.