Fin da bambino ha avuto a che fare con pizze, pane, farine. Quel mondo che lo ha portato, di generazione in generazione, a diventare uno dei punti di riferimento più importanti del capoluogo e non solo. Chi non si è mai fermato davanti al suo locale, prima in via Aldo Moro e poi in via Marittima, per gustare la famosa pizza rossa con la mortadella.

La ricerca estrema della qualità dei prodotti "sfornati" è stato sempre il tratto essenziale del suo dna. La città piange Carlo Calabrese, storico pizzaiolo e panettiere di Frosinone. Aveva 76 anni. Questa mattina alle 11 i funerali nella chiesa a Madonna della Neve.

Con la moglie Graziella, sempre al suo fianco anche sul lavoro, gestiva quel forno a cui aveva dato proprio il loro nome "Carlo e Graziella" e dove lavorano anche i figli Simona e Marco. Quella tradizione che è passata di figlio in figlio. Carlo fin da bambino era con i genitori Peppino e Filomena nell'attività di famiglia. Una tradizione di fornai lunghissima e portata avanti anche dai fratelli.

Tra un allenamento e un altro, Calabrese militava nella squadra dilettantistica Madonna della Neve, da giovanissimo trascorreva le giornate ad imparare il mestiere e a giocare a calcio. Nel 1977 ha aperto la sua attività. Con lui sempre la moglie Graziella, sua compagna di vita e di lavoro. La notizia della morte di Calabrese si è diffusa nelle prime ore di ieri e ha destato tanto dolore. Tanti i messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia. Da tutti ricordato come una persona dal cuore grande, sempre cordiale, gentile con tutti. Ricordato per la sua semplicità, i sui aneddoti scherzosi ma soprattutto per i suoi prodotti tipici e per quella pizza rossa con la mortadella a cui era davvero impossibile resistere.