Una particolare compilazione degli atti: da qui parte il lunghissimo controesame del luogotenente Gaetano Evangelista, ora a capo della stazione di Piedimonte, tra i primi a scavare sulla morte di Serena Mollicone all'interno della caserma di Arce.

Macro incongruenze, nella compilazione degli atti - secondo Evangelista - che avrebbero rappresentato un primo campanello d'allarme su «punti da approfondire».
Il secondo "campanello d'allarme", riferirà nell'udienza fiume, è il racconto delle donne delle pulizie sulla porta ritenuta "l'arma del delitto", contro cui Serena (per la procura) viene sbattuta a seguito di un alterco.

Dalle incongruenze, con il supporto dell'appuntato Venticinque, parte l'attività investigativa che ha portato ieri a processo l'ex maresciallo Franco Mottola, la moglie Anna Maria, Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano. Una ricostruzione senza pause, incalzato dalle difese, che avrebbe portato a evidenziare il "grande depistaggio" in oltre otto ore di escussione.
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