"Il futuro del Lazio dopo la pandemia".
È questo il tema affrontato, ieri a Roma, a Ecoslab, laboratorio del consiglio regionale Unipol del Lazio, nell'ambito del festival dello sviluppo sostenibile. «Non c'è dubbio che abbiamo bisogno di cambiare fase, soprattutto nell'affrontare le prossime tappe che il Pnrr ha messo a disposizione con un'adeguata strategia multilivello», ha detto Pierluigi Stefanini, presidente del Gruppo Unipol.

Angelo Camilli, presidente di Unindustria ha detto: «C'è la consapevolezza del momento che stiamo vivendo e che lo spirito di collaborazione tra pubblico e privato, anche in ottica Pnrr, sia un'esigenza assoluta per mettere in campo azioni concrete. È in corso un grande rimbalzo, tanti settori stanno andando bene, il manifatturiero ma anche il turismo, insieme al momento di trasformazione del settore mobilità, e abbiamo davanti tante opportunità, a partire dal patto con la Regione fino al Pnrr e alle infrastrutture, su cui rilanciamo la assoluta importanza di andare avanti con la Orte-Civitavecchia. Non c'è dubbio che deve ripartire anche l'investimento privato, ma ci sono segnali importanti anche da questo punto di vista, oltre al tema dei grandi eventi che hanno un impatto molto importante sull'intero Paese come Expo e il Giubileo, su cui il prossimo sindaco dovrà certamente subito intervenire».

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha spiegato: «Noi abbiamo assunto la concertazione come metodo fin dal 2013, ed è anche grazie a questo se affrontiamo questa stagione come un'altra Regione rispetto a sette anni fa, quando avevamo 12 miliardi di euro di debiti non pagati al sistema delle imprese e dei Comuni e pagavamo le fatture come media a 1.025 giorni.

Oggi le paghiamo prima della scadenza, il nostro bilancio è da 4 anni in equilibrio, avevamo 700 milioni di disavanzo nella sanità che oggi è in attivo, non pagavamo i contratti di servizio con FS e oggi le società regionali hanno tutte il bilancio in attivo, investono e assumono. Insieme abbiamo costruito quelle condizioni, che in parte emergono, non di una Regione che ha risolto i problemi ma che sicuramente arriva pronta a questa grandissima sfida. E questo grazie anche a una grande vittoria della programmazione europea: stiamo chiudendo i conti della nuova programmazione, e passeremo da circa 700 milioni di euro a 1,8 miliardi».

Il segretario generale della Cisl del Lazio, Enrico Coppotelli ha affermato: «Ci stiamo avvicinando verso una fase profonda di transizione, il Covid ha accelerato molti di questi processi e ha permesso di sperimentare novità, come lo smartworking, che prima erano solo sulla carta. Un acceleratore che porta però anche a interrogarsi su quello che può e deve essere il ruolo dei sindacati.

Noi abbiamo sempre difeso il lavoro nel tempo e nello spazio, ora ci troviamo a dover ampliare la nostra visione e rappresentanza. Tante professioni verranno superate a causa del disallineamento con le richieste del mercato, e questo andrà affrontato tramite un cambiamento culturale verso un mercato del lavoro più dinamico e con conoscenze e competenze in aggiornamento continuo. Il vero articolo 18 dei prossimi anni sarà la formazione».