Lo scuolabus che passava fino allo scorso anno davanti casa, ora non passa più. Monta la protesta tra alcune famiglie sorane che fanno appello all'amministrazione che si insedierà perché lo vivono come un disservizio.

Una signora, nonna di due bambini, non accetta il taglio alle spese del pulmino che è stato effettuato per l'anno scolastico 2021/2022. Un disagio che le famiglie non riescono a sostenere. La donna sostiene che c'è l'obbligo, da parte del Comune, di arrivare vicino le abitazioni di tutti i bambini per garantire pienamente il loro diritto di frequentare la scuola.

I genitori dei suoi nipoti lavorano e non è possibile per i due coniugi accompagnare fisicamente i bambini a scuola, oppure utilizzare sempre dei permessi dal lavoro; così è la nonna che deve dare una mano alla coppia. La signora è felice di farlo, ma non condivide il fatto che i suoi nipoti, come pure altri piccoli studenti, vengono tagliati fuori dal servizio.

L'agguerrita e determinata nonna si è anche recata in Comune cercando di avere risposte dagli amministratori e dagli uffici. Le hanno spiegato che il bus ha il dovere di andare a prendere tutti i bambini che fanno richiesta nei pressi della propria abitazione, ma anche di portarli alla scuola più vicino alla residenza. E questo non è il caso della signora, dato che i suoi nipoti frequentano una scuola di Sora, ma non quella più vicino a casa.

La nonna non ha digerito la risposta e si è detta pronta ad andare oltre, scrivendo se necessario al prefetto.
Aspetta fiduciosa l'amministrazione che verrà per poter prendere un appuntamento con il nuovo sindaco e presentargli la problematica. Se anche stavolta si troverà di fronte un muro, si dice pronta a risolvere la questione rivolgendosi alle istituzioni.