Depuratore sottoposto a sequestro preventivo, istanze rigettate. Durante l'interrogatorio dei coinvolti erano state chieste misure meno afflittive, istanze che nelle scorse ore sono state rigettate. E alcune delle difese - gli avvocati Sandro Salera, Paolo Marandola, Domenico Marzi, Gianluca Giannichedda, Piero D'Orio e Giuseppe Igliozzi - già pensano al Riesame. L'impianto, lo ricordiamo, resta affidato affidato al dottor Massimo Barillaro (amministratore giudiziario) e continua a lavorare.

Gli ultimi step
Quasi tutti gli indagati avevano risposto al gip. Quattro dei cinque destinatari delle misure richieste dal pm Emanuele De Franco la scorsa settimana hanno infatti deciso di raccontare le loro verità. E alcuni hanno anche depositato copiosa documentazione. A parlare - per diverse ore - sono stati Riccardo Bianchi, presidente del Consiglio di Amministrazione e amministratore delegato della AeA spa; Roberto Orasi, amministratore di fatto della stessa e Amedeo Rota, responsabile degli impianti Cosilam gestiti da AeA (ai domiciliari). Ma anche Laura Paesano, project manager della società, con obbligo di dimora. Mentre Jessica Bartolucci, responsabile dell'impianto (destinataria di un divieto di dimora) ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.

I quattro che hanno preferito rispondere alle domande del giudice non solo avrebbero rigettato le accuse, ma - sembrerebbe - avrebbero anche sostanziato quanto riferito in aula con documenti poi depositati per controbattere a quanto rilevato dalla magistratura che ha definito i responsabili come «inerti» davanti allo scempio ambientale, a quei valori oltresoglia di metalli e altre sostanze che finivano direttamente nelle acque di rio Pioppeto.

Tra i documenti prodotti, ad esempio, le oltre quaranta denunce presentate dai vertici di AeA - nella persona del presidente Bianchi - quando si creavano situazioni di pericolo o malfunzionamenti.
Solo qualche giorno dopo i sopralluoghi di tecnici, magistratura, avvocati e forze dell'ordine che hanno ispezionato insieme l'impianto consortile per alcune verifiche sul funzionamento. Con nuovi campionamenti dei quali sono attesi i risultati.

Intanto il comitato "Solfegna" e anche il comitato "Allerta Cerro" sono tornati a segnalare ancora cattivi odori, chiedendo rinnovati controlli immediati a tutela della sicurezza dei residenti. E un incontro con le autorità preposte, in primis sindaco e amministratore giudiziario, per un confronto.