Omicidio di Emanuele Morganti, fissato l'atto finale.
La prima sezione della Corte di Cassazione ha fissato al 18 gennaio la discussione del caso per esaminare i ricorsi presentati dalle parti. Per quanto accaduto nella notte tra il 24 e il 25 marzo 2017, all'interno del Miro music club, prima, e in piazza Regina Margherita, poi, e via dei Vinieri dopo si pronuncerà definitivamente la Cassazione, mettendo così la parola fine a un processo sofferto nel quale la procura di Frosinone e poi la Corte d'appello di Roma hanno provato, invano, a sostenere l'omicidio volontario.

Tuttavia, in entrambi i gradi di giudizio la pronuncia è stata di condanna per omicidio preterintenzionale, a 16 anni nel primo processo contro Michel Fortuna, l'unico frusinate del gruppo, e gli alatrensi Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, e a 14 anni per tutti nel giudizio d'appello. Non senza polemiche per una pena ritenuta troppo bassa per la violenza di cui il ventenne di Tecchiena è stato vittima.

Una violenza che è ritornata di attualità quando, non troppo lontano da Alatri, a Colleferro è stato ucciso, sempre per le botte, l'aiuto cuoco di Paliano Willy Monteiro Duarte. In questo caso il processo è in corso di svolgimento davanti alla Corte d'assise di Frosinone.
Davanti alla Corte di Cassazione a gennaio ci sarà anche Franco Castagnacci, sempre assolto nei primi due gradi di giudizio. Pur non avendo presentato ricorso contro di lui, il procuratore generale della Corte d'appello, è stato chiamato in causa dalla parte civile esclusivamente ai fini del risarcimento del danno. Per lui, infatti, non ci sarà una pronuncia sull'aspetto penale, essendo stato assolto in via definitiva dall'accusa.

Tutti e tre gli imputati, Mario Castagnacci, Palmisani e Fortuna, hanno l'obbligo di dimora.
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Marilena Colagiacomo, Tony Ceccarelli, Angelo Bucci, Massimiliano Carbone, Christian Alviani e Giosuè Bruno Naso. Per la famiglia Morganti si è costituito parte civile l'avvocato Enrico Pavia.