Il sindaco Natalia e la sua maggioranza sono per un secco no al biodigestore: eclatante novità che mette in subbuglio la politica. Al termine della seduta consiliare per la ratifica della variazione di bilancio duramente contestata dalle opposizioni, il primo cittadino ha tenuto un breve incontro con la stampa il cui contenuto ha relegato all'angolo i botta e risposta sulle spese effettuate per il patrono San Magno.

Dopo aver descritto i vari passaggi dedicati dall'amministrazione Bassetta alla richiesta di Energia Anagni, considerati tiepidi ed inconsistenti tanto da non aver alcuna influenza sulle decisioni degli enti superiori, un Natalia che si sfogava dopo mesi trascorsi sotto attacco individuava come target, obiettivo dei suoi strali, il Partito democratico, addebitando a questo e alle varie realtà e società collegate la responsabilità di volere ad ogni costo impianti pericolosi, che sia Bassetta che i Dem provinciali avevano omesso di inibire sulle norme del Piano Regolatore.

Natalia: «Il progetto dell'impianto di biodigestione nasce il 2 gennaio 2017 con il PD alla guida della città, ma anche del governo nazionale e delle amministrazioni regionale e provinciale. Al momento del nostro insediamento siamo stati informati della procedura per la realizzazione del biodigestore, già in stato avanzato di istruttoria. La nostra amministrazione ha partecipato alla conferenza dei servizi del 18 dicembre 2020 dando prescrizioni chiare e non, come nel passato, limitandosi a ricordare semplicemente che il terreno si trova in zona Sin».

Sintetizzando: «Diciamo no. Innanzitutto perché rispetteremo la volontà popolare e saremo garanti del miglioramento della qualità della vita dei cittadini; e poi perché è alquanto strano che oggi il Pd anagnino ed il resto della minoranza consiliare, i cui esponenti sono quasi tutti vicini al Pd ed al M5s regionale, si oppongono alla realizzazione del biodigestore quando invece nel 2017, anno di presentazione del progetto, con il Pd alla guida del Comune, della Provincia, della Regione, del governo nazionale e anche del Consorzio Asi e della Saf, nessuno di loro ha tentato di opporsi».