Poco dopo le 17.30 di ieri, mentre venivano scrutinate le primissime schede, sono arrivate delle indicazioni nette, chiare, precise. Centrodestra avanti, polo civico ad inseguire e, dietro, il centrosinistra, nelle sue due formazioni, e infine "Lazio unica". Un trend che, con il passare delle ore, si è confermato, irrobustito man mano che giungevano i dati a corroborare le sensazioni della prima ora. Certo, c'è stato qualche aggiustamento, sono state corrette le percentuali, ma l'indirizzo era ed è rimasto incontrovertibile.

Tenendo presente che lo spoglio si è protratto in alcuni casi fino a notte fonda e, quindi, con i dati per forza di cose parziali, vediamo la situazione con 11.923 schede scrutinate su 16.517 totali. Maurizio Cianfrocca è primo, con 4.982 preferenze pari al 41,78%; subito dopo, Enrico Pavia, attestatosi per il momento al 28,64% con 3.415 voti. Cianfrocca è il rappresentante di quel centrodestra che, da 10 anni, anela alla vittoria, dopo le cocenti sconfitte patite nel 2011 e nel 2016, anche per via di spaccature e divisioni interne. Enrico Pavia è esponente di un mondo civico trasversale, arrivato secondo anche al primo turno del 2016, ma che oggi vorrebbe scrivere un finale del tutto diverso. Sono loro due, quindi che andranno al ballottaggio domenica 17 e lunedì 18 ottobre, tra due settimane esatte. Poi, il grande deluso e il grande sconfitto di questa competizione elettorale: il centrosinistra.

Un centrosinistra che, per la prima volta da quando c'è l'elezione diretta del sindaco (correva l'anno 1994, ndc), è rimasto fuori dai giochi. Di Fabio è inchiodato ad un insoddisfacente 16,67% e 1.987 voti, circa 12 punti di svantaggio da Pavia: un "gap" praticamente impossibile da recuperare. A seguire, Gizzi, esponente di un diverso centrosinistra, che per ora ha racimolato 693 preferenze, pari al 5,81%. A chiudere il quadro Luciano Maggi, con la sua lista "Lazio unica": 417 voti pari al 3,50%. Gli aventi diritto al voto erano 23.212, ai 23 seggi si è recato il 71,16%.

Queste le prime dichiarazioni rilasciate da Cianfrocca e Pavia. Cianfrocca: «Il risultato di queste elezioni è evidente. I cittadini di Alatri hanno deciso di voltare pagina e cancellare gli ultimi 10 anni di amministrazione Morini. In particolar modo, una larga maggioranza ha deciso di farlo dando fiducia alla mia persona e alla coalizione di centrodestra. Ringrazio tutti coloro che hanno visto in me, nei candidati, nei partiti e nelle liste civiche che mi appoggiano una soluzione allo stallo e alla passività che caratterizza ormai da troppo tempo la nostra città. Mi aspettavo una risposta importante, ho percepito malcontento ovunque sia andato e ora non ci resta che affrontare un ballottaggio contro una coalizione molto eterogenea, in cui proliferano persone che hanno contribuito a creare questo malcontento, avendo governato comodamente con Morini e il Pd negli ultimi 10 anni».

Pavia: «Abbiamo atteso un po' prima di andare al comitato elettorale, perché il risultato si doveva consolidare. Cosa penso di queste cifre? Siamo soddisfatti dell'esito che sta maturando, che sta emergendo dalle urne. Ci aspettavamo questi numeri per andare al ballottaggio. Adesso inizia un'altra partita. La nostra è una coalizione inclusiva, aperta a chi vorrà condividere con noi questo nostro cammino». Sul fronte degli sconfitti, musi lunghi nel centrosinistra che, neppure unito, sarebbe riuscito ad insidiare la posizione di Pavia: il comitato elettorale di Di Fabio ha chiuso nella prima serata, quando oramai era palese l'impossibilità di lottare per il ballottaggio. Ci si attendeva, onestamente, qualche unità percentuale in più, ma l'elettorato ha punito severamente l'Amministrazione uscente. Pochi consensi per Gizzi e per Maggi, in conclusione. E ora, spazio al secondo tempo.