La droga, l'alcol e i maltrattamenti alle figlie minori. La squadra mobile della questura di Frosinone ha denunciato due genitori di 49 anni, il padre, e di 35 anni, la madre, per maltrattameti in famiglia. Le ragazze, tra i 10 e gli 11 anni, sono state affidate a un'altra famiglia. E sullo sfondo anche una storia di violenza da parte di uno zio che ora andrà accertata.
L'indagine, durata un anno circa, ha riguardato una coppia con tre figlie, residente in un paese confinante con il capoluogo. Gli accertamenti condotti dagli uomini diretti dal dirigente della squadra mobile Flavio Genovesi sono partiti a seguito di una serie di segnalazioni da parte di conoscenti e familiari. Evidenziavano la situazione disagio vissuta dalle tre ragazzine.

Non è stato facile scavare nella situazione familiare, ma alla fine gli agenti della squadra mobile hanno inviato una dettagliata informativa alla procura di Frosinone che ha portato a iscrivere nel registro degli indagati i genitori delle ragazze. Secondo le accuse raccolte dagli agenti i genitori, quando erano sotto l'influsso di sostanze stupefacenti o di alcolici, assunti quotidianamente, sottoponevano le figlie a una vita d'inferno, fatta di continue sofferenze, non solo fisiche, ma anche morali. Non sempre, peraltro, le ragazze frequentavano la scuola.

Anche perché le ragazze, spesso, erano private dei beni necessari al loro sostentamento e ai loro bisogni quotidiani. Niente soldi per vestiti o occhiali perché - stando alle accuse - erano dirottati per l'acquisto di droga e alcol. Ma non solo, nel corso dell'indagine, una delle ragazze ha confessato delle attenzioni particolari, subite da uno zio, in un periodo antecedente all'apertura dell'inchiesta. Si parla di violenze sessuali subite da uno zio. Tuttavia, la mamma, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, non aveva offerto sostegno psicologico alla figlia nel momento in cui questa aveva dichiarato di aver subito degli abusi sessuali. Anzi, in base a quanto viene contestato, la ragazza era stata accusata dalla madre di essere stata compiacente con lo zio.

Una situazione divenuta sempre più insostenibile per le tre ragazze che hanno iniziato a cercare una via di fuga da quell'esistenza fatta di privazioni. Così hanno provato a chiedere aiuto a dei parenti. Da qui sono partite le prime segnalazioni. E così si sono attivati i servizi sociali e la squadra mobile.
Punto su punto, gli agenti hanno ricostruito l'intera vicenda. Così ai genitori è stata revocata la patria potestà e le ragazze sono state affidate a un'altra famiglia per ricominciare un'esistenza questa volta, si spera, più confacente alle loro esigenze di adolescenti.