Il Pd si ferma al primo turno ad Alatri, il centrodestra non arriva al ballottaggio a Sora. Lo stesso centrodestra approda al secondo turno ad Alatri e i Dem, seppure senza il simbolo del partito, si trovano in corsa a Sora, nella coalizione a trazione civica di Luca Di Stefano. Una sorta di doppio ribaltone annunciato nelle due città con oltre 15.000 abitanti che sono andate al voto. Ad Alatri la sconfitta del Partito Democratico è pesante. Segna la fine di una lunga stagione di guida amministrativa e di predominio politico. Certamente la responsabilità politica non può essere del candidato Fabio Di Fabio. È la classe dirigente che dovrà fare mea culpa. Se ne avrà il coraggio però. Il centrodestra torna competitivo con Maurizio Cianfrocca, che dovrà vedersela con Enrico Pavia, alla testa di una coalizione civica. Non conteranno le alleanze, la differenza si farà nell'uno contro uno.

A Sora è il centrodestra a rimanere fuori dal ballottaggio. Dopo la "notte dei lungi coltelli", consumatasi prima dell'inizio della campagna elettorale, era complicato immaginare un esito diverso. Il candidato Federico Altobelli ci ha provato, ma anche in questo caso le responsabilità non sono le sue. Dovrà riflettere, e molto, la Lega. A cominciare dal coordinatore provinciale Nicola Ottaviani e dal consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli. Al secondo turno si contenderanno la fascia tricolore Luca Di Stefano ed Eugenia Tersigni. Entrambi alla guida di alleanze dal profilo civico, nelle quali i partiti o sono marginali oppure non si vedono proprio. Un caso? No.

Una tornata amministrativa con i partiti che hanno faticato non poco e non soltanto perché nei Comuni con meno di 15.000 abitanti ci sono solo liste civiche. Il Movimento Cinque Stelle, presente solamente a Sora e Casalattico, in Ciociaria è lontanissimo dal poter avere un ruolo decisivo. Il Partito Democratico non può non avviare una riflessione seria al proprio interno. La sconfitta di Alatri non può essere archiviata come la fine di un ciclo. È molto di più. Il centrodestra può sorridere ad Alatri, dove non ha avuto problemi a scegliere il candidato sindaco.

E in anticipo. Mentre a Sora è successo l'esatto contrario: spaccature e candidatura a sindaco arrivata all'ultimo istante utile. Anche in questo caso una riflessione è inevitabile. Nella Lega innanzitutto. Però c'è anche il tema della leadership di un'alleanza, che si riscopre tale soltanto nella fase elettorale. Il 17 e il 18 ottobre il ballottaggio ad Alatri e Sora. Si tratta di tempi supplementari più che di esami di riparazione. In campo ci sono 4 candidati, 3 dei quali hanno un profilo totalmente o prevalentemente civico. Un segnale anche questo.

Per il resto, non mancano tanti spunti di riflessione. Per esempio la vittoria di Angelo D'Ovidio, che torna sindaco di Pastena dopo tanti anni. Ci sono quattro donne che hanno conquistato la fascia tricolore: Marina Di Meo (Acquafondata), Luciana Martini (Alvito), Valentina Cambone (Colle San Magno) e Fiorella Gazzellone (Terelle). Confermato a valanga il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco, con oltre l'89%. Un risultato bulgaro. Sono quattro gli altri primi cittadini confermati: Gianfranco Barletta a Supino, Antonio Corsi a Sgurgola, Giuseppe Villani ad Esperia e Mauro Bussiglieri a Collepardo.

Mentre due sindaci in carica non ce l'hanno fatta: Roberto De Donatis a Sora e Maurizio Padovano a Fumone, dove ha vinto Matteo Campoli.
A Torrice vittoria di Alfonso Santangeli. A Monte San Giovanni Campano successo di Emiliano Cinelli. Mentre a Castrocielo è finita la lunga stagione di Filippo Materiale. Ha vinto Giovanni Fantaccione. A Castro dei Volsci il sindaco è Leonardo Ambrosi, ad Arce Luigi Germani. Poi tutti gli altri risultati. Gianluca Latini (Trivigliano) era l'unico candidato, doveva soltanto raggiungere il quorum dei votanti. E lo ha fatto. Poi ci sono state le vittorie di Anelio Ferracci (Vallecorsa), Francesco Antonio Di Lucia (Casalattico), Vincenzo Antonino Iannetta (Viticuso), Mario Ferrera (Vicalvi) e Silverio Ubodi (Torre Cajetani).