Al via oggi il processo a carico di un sessantunenne nei confronti dell'ex convivente. I fatti contestati risalgono al 2018. L'uomo, stando alle accuse, ha minacciato, insultato, perseguitato e aggredito la donna. Non accettava la fine della loro relazione.

La ricostruzione
L'ha seguita sul posto di lavoro, nei suoi spostamenti. Numerose le telefonate, dalle dieci alle venti volte al giorno. In un episodio, sempre stando alle accuse che gli vengono contestate, l'ha colpita con un pugno sull'occhio e sulla testa, tanto da essere costretta a fare ricorso alle cure dei dottori.
La donna residente a Pofi è stata costretta a cambiare le proprie abitudini di vita e a farsi accompagnare sempre dai figli quando usciva, per paura della sua incolumità. Costretta anche a rifugiarsi nell'abitazione dei familiari perché il sessantunenne in più occasioni è andato davanti casa.

L'uomo avrebbe anche appiccato il fuoco davanti all'abitazione della donna, incendiando alcune cassette di legno, che erano accatastate sul terreno.
Un incubo per la donna, episodi che le hanno provocato un grave e perdurante stato di ansia.
«Questa guerra non avrà fine, te la faccio pagare, ti ammazzo» sono alcune frasi minacciose rivolte dall'uomo alla ex convivente.

Per tale comportamento il sessantunenne è finito a processo.
Processo che, come detto, prenderà il via oggi. L'uomo è difeso dall'avvocato Antonio Ceccani, mentre la donna si è rivolta all'avvocato Claudia Mancini.