La platea sull'obbligatorietà del Green Pass si allarga. Ricordiamo che la certificazione verde si può ottenere 14 giorni dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino, oppure subito dopo aver ricevuto la seconda dose. Ma si può avere anche dopo aver effettuato un tampone con esito negativo antigenico o salivare, che dura 48 ore, o molecolare, della durata invece di 72 ore.
La validità totale del Green Pass è di 12 mesi.

Dal 15 ottobre tutti coloro che lavorano nel pubblico e nel privato dovranno avere necessariamente il certificato verde che sarà controllato dal proprio datore di lavoro. Chi non ne sarà provvisto potrà ricevere una sanzione che va dai 400 ai mille euro. Non sono previste, tuttavia, conseguenze di tipo disciplinare, solo una sospensione dello stipendio.
Inoltre, chiunque (tranne gli studenti) entri in una scuola dovrà esibire il Green Pass.
Ma non è finita qui. Come riportato anche dal quotidiano Repubblica, ci sono alcune importanti novità introdotte con gli emendamenti approvati in commissione. Tra queste, l'estensione della validità del tampone molecolare che diventa di 72 ore, non più 48 ore come per i test rapidi antigenici. Prevista anche la fornitura obbligatoria di mascherine FFP2 e FFP3 al personale che lavora nelle scuole dell'infanzia.

Nelle università permarrà l'obbligo di tenere la mascherina anche quando alle attività didattiche partecipino studenti che sono stati tutti vaccinati o che siano guariti dal COVID. Alla base di questa scelta, è stato spiegato, c'è la natura delle comunità degli universitari: a differenza di quelli delle scuole, gli studenti universitari non sono suddivisi per classe, ma "migrano" all'interno degli atenei, cambiando spesso "compagni di studio", a seconda delle lezioni che devono seguire e dei luoghi dove vengono tenute.

Sul fronte trasporti è previsto l'obbligo di Green Pass non solo per aerei, intercity, alta velocità, autobus e traghetti con collegamenti interregionali, ma anche per accedere gli impianti di risalita.

Si cerca poi di ovviare al problema degli immigrati irregolari: è prevista invece l'assegnazione di una certificazione verde COVID provvisoria o, in alternativa, un codice a barre personale in modo da garantire l'identificazione univoca della persona vaccinata anche mediante mezzi informatici.