C'è attesa ma occorre aspettare, per dare l'ultimo saluto a Samuele. Due ragazzi, un bambino (10 anni) e un adolescente (15 anni), non abbracceranno più il loro papà. La morte di Samuele Ciprani, a seguito dell'incidente stradale avvenuto domenica sera dentro la galleria della Circonvallazione di Laives in Alto Adige (provincia di Bolzano), ha sconvolto la vita dei suoi familiari, che lo attendevano per trascorrere la serata con lui.

L'urto della sua moto contro la Fiat 500 non ha lasciato scampo al quarantasettenne anagnino, stimato ed apprezzato, un tanto bravo tecnico tanto da ricoprire un ruolo di rilevante importanza nell'azienda del Nord.
L'organizzazione del Nord, l'efficienza delle strutture sanitarie, a nulla è valsa la bravura dei medici. La famiglia Ciprani è ben conosciuta, nella città dei papi, ed in molti hanno cercato di dire o scrivere una parola ai familiari di Samuele, alcuni dei quali come la sorella Maria Pia, impegnati ed attivi nel sociale. La data dei funerali non è stata ancora fissata. Tanti i messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia.

Gli incidenti con le moto riguardano soprattutto giovani e giovanissimi, ed ogni volta che si verifica una tragedia del genere, il pensiero degli anagnini ripercorre la sequela di nomi, un elenco troppo lungo. Da Maurizio a Nazzareno, da Federico a Luca, un rosario di tristezza ed angoscia insopportabili. Le famiglie, i parenti, gli amici, i compagni di lavoro quando addirittura non i compagni di scuola. Con le colonne sonore che, aggiunte al rombo di chi decide di seguire il corteo in moto, levano al Cielo la muta preghiera.