Una lite per futili motivi, questioni personali. Forse economiche, per cifre irrisorie. Una discussione come tante, sembrerebbe, in un contesto familiare già complesso e appesantito - come si sta verificando con alta frequenza - dalla pandemia. In pochi minuti le ruggini riaffiorano. Le proprie ragioni diventano lame affilate: nessuno può sapere fino in fondo quanto quelle parole possano essere suonate come una carica esplosiva, ma tale è stata la conseguenza.

Il risultato? Un giovane, dominato dalla rabbia e dalla passione con cui si vivono tutte le cose a quell'età, persino pronto a un gesto eclatante. Quando, dopo la lite, i carabinieri sono intervenuti per stemperare gli animi, hanno trovato il minore dei fratelli con una tanica di benzina, pronto sembrerebbe a "ottenere giustizia". Forse, molto banalmente, a mostrare "i muscoli": pochi minuti a piedi - quelli necessari a raggiungere l'abitazione del maggiore dei due - e la lite con alta probabilità sarebbe degenerata. Ma alla vista dei militari, il diciottenne avrebbe dato in escandescenze, aggredendo i carabinieri per poi finire in manette per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

La segnalazione e le manette
Secondo la ricostruzione dei carabinieri la segnalazione giunta alla centrale operativa della Compagnia di Pontecorvo avrebbe indicato una lite tra il ragazzo e il fratello maggiore, di 27 anni. I militari del Norm e i colleghi della locale stazione dell'Arma, giunti subito sul posto, nel tentativo di identificare il ragazzo sarebbero stati aggrediti dal più giovane in evidente stato di alterazione psico-fisica.

Nella stessa circostanza i militari rinvenivano e sequestravano una tanica di liquido infiammabile con la quale il diciottenne avrebbe minacciato il fratello. Il ragazzo è stato trasferito in caserma in stato di arresto in attesa del rito direttissimo che ha avuto luogo ieri. I militari sono stati trasferiti in ospedale per le cure del caso. La tanica sequestrata per ricostruire questo aspetto affatto secondario.