Nel weekend la città era pronta a ospitare il Rally, appassionati di ogni età erano pronti a passeggiare a pochi passi dai mezzi. Ma qualcosa sembra essere andato storto, già dal venerdì con l'anticipo del mercato ortofrutticolo. Lamentele e segnalazioni che arrivano dai cittadini, i social sono stati presi d'assalto e il malcontento non si è fatto attendere.

«Il parco assistenza del rally a porte chiuse» è stata la lamentela di molti rimasti delusi. «Venerdì 24 settembre. Scuole aperte, mercato in piazza Miranda, traffico in tilt, vigili zero. Parcheggi la macchina in via Leopardi per andare a lavorare, pensando le strisce blu siano inattive su quel tratto di strada come ogni sabato di mercato (e scuole chiuse) e appena vedi un ausiliario chiedi info sulla gratuità del parcheggio. "Si è gratis, oggi è mercato...Ah no aspetti! Non abbiamo avuto nessuna comunicazione quindi è a pagamento ma non gestisco io la via". Torni alla macchina e trovi già l'avviso, cerchi l'ausiliare giusto. "Si è l'avviso, oggi si paga. Se vuole reclamare vada al Comune".

In piazza Green ci sono talmente tante macchine che alcune traverse sono inaccessibili e chiuse da parcheggi selvaggi. Non contesto il pagamento della sosta, ma non è possibile che ogni volta ci sia una modifica del mercato o un evento particolare, "qualcuno" si dimentichi di fare comunicazioni o preveda una sospensione del pagamento nelle zone limitrofe per arrecare meno danno possibile alla cittadinanza e a chi lavora. Manca la gestione, manca sempre la pianificazione. È facile chiudere una strada o una piazza, ma prima di farlo forse si dovrebbe pensare alle conseguenze e cercare soluzioni».

Un quadro ben delineato da una cittadina che è riuscita ad arrivare al lavoro alle 10. Per chi arriva da fuori l'immagine è quella di una serie di ringhiere color arcobaleno, sosta selvaggia, aiuole dove le sterpaglie arrivano a metà tronco dell'albero ospitato. Un'immagine che decisamente va a cozzare con il sogno di realizzare una piazza candida di marmo con lecci sagomati a cubo.

«Manca la visione d'insieme - commenta un cittadino  - Singolarmente potrebbe anche essere accettabile, ringhiere colorate, una piazza in marmo con fontana, un'ampia zona pedonale, manifestazioni in centro.
Poi però tutto insieme passa dall'essere un sogno a essere un incubo, soprattutto per noi cassinati e per chi lavora e frequenta la città». Un vero e proprio caos dove nel weekend l'isola pedonale diventa una lunga striscia di strada vuota, mentre in piazza Labriola una distesa di tavoli, sedie e ombrelloni occupa quasi tutta l'area creando dei corridoi per il passaggio a ridosso dei giardinetti. Non è la presenza di sgabelli o tavoli, non è neanche la musica diversa che arriva a volume altissimo da ogni locale, è l'insieme che non va.

Il colmo poi è quando si prova a girare in alcune strade in cui di fatto non ci sono ordinanze di chiusura o transenne autorizzate, ma ci sono chiusure fai da te o talmente tanta gente e sgabelli da non poter comunque riuscire a passare con l'auto. E dal Cassinate una ragazza lamenta: «Facendomi un giro in centro con la macchina ho visto tanti parcheggi a pagamento vuoti e poca gente in giro per la città, non è più la Cassino di sempre e il commercio secondo me sta soffrendo di questo. Io venendo da un paese vicino se non trovo parcheggio e devo pagare ci rinuncio a fare
acquisti. È un vero peccato che Cassino abbia fatto questa fine».

Gli amministratori non dovrebbero "offendersi" per le critiche, ma ascoltare le voci della comunità, di
chi ha in Cassino un punto di riferimento e portarle in equilibrio con una progettazione della città.
Altrimenti i risultati non porteranno a nulla di buono.