Disposti i domiciliari con il braccialetto elettronico per Claudio Marini, 48 anni, il regista ciociaro finito in carcere a Roma a Ferragosto dello scorso anno con l'accusa di violenza sessuale. A maggio di quest'anno, nel corso della prima udienza sono stati unificati i due procedimenti, quello di Roma e quello successivo di Milano ed è stata ammessa l'istanza presentata dagli avvocati Mario Di Sora e Sarah Grieco per acquisire una relazione sullo stato psichico attuale dell'imputato per chiedere la sostituzione della misura, dal carcere ai domiciliari. In questi giorni è stata accolta la richiesta degli avvocati per la disposizione dei domiciliari con il braccialetto elettronico.

La ricostruzione
I fatti contestati a Roma si sarebbero verificati tra il settembre 2019 e il luglio 2020 nei confronti di alcune ragazze che stava selezionando in provini individuali per film che si sarebbero dovuti girare da lì a poco.
A puntare il dito contro il quarantottenne sono state otto ragazze che hanno denunciato gli atti di presunta violenza. Secondo l'accusa, nel corso dei provini, le vittime venivano invitate ad un primo incontro organizzato presso sedi-uffici presi in affitto ad hoc, con la finalità di accattivare la loro fiducia e di rendere la prospettiva di poter aspirare ad una parte nel film quanto più realistica possibile.

Il procedimento di Roma è stato riunito, dunque, con l'altro che lo vede accusato a Milano.
Deve rispondere di appropriazione indebita, documenti falsi e abusi sessuali su una ragazza da poco maggiorenne e su almeno altre tre ragazze tra i 23 e i 29 anni.