Morte del trentanovenne Andrea Ferretti: l'ottantenne R.G. di Frosinone ha patteggiato a 8 mesi di reclusione con pena sospesa. L'accusa è di omicidio colposo aggravato dalla circolazione stradale. Venerdì c'è stata l'udienza preliminare nel tribunale di Frosinone davanti alla dottoressa Ida Logoluso. Per il frusinate anche la sospensione della patente di guida. Il pensionato è difeso dagli avvocati Vincenzo Galassi e Natalino Guerrieri, mentre i familiari sono assistiti dall'avvocato Nicola Ottaviani.

La ricostruzione
Il 9 giugno del 2020 l'incidente stradale che è costato la vita ad Andrea Ferretti. Un giovane molto conosciuto non solo a Giuliano di Roma dove viveva, ma anche nel capoluogo per i suoi trascorsi calcistici nelle giovanili del Frosinone e nei vari club nei quali ha militato a Giuliano di Roma, Anagni, Tecchiena e Monte San Giovanni Campano.

Il giovane era con il suo scooter uno Yamaha T-max quando, sulla Monti Lepini in territorio di Patrica, in direzione Latina-Frosinone. A un certo punto si è scontrato con una Seat Ibiza condotta da un ottantenne di Frosinone. Stando a quanto ricostruito dalla consulenza sulla cinematica dello scontro, il veicolo avrebbe compiuto una manovra sulla sinistra per prendere una scorciatoia ed evitare così il traffico. Secondo il consulente nonostante la velocità dello scooter fosse intorno ai 100 chilometri orari, la manovra di svolta della Ibiza è stata talmente repentina da incidere in maniera prevalente sul nesso di causalità. In pratica Ferretti non ha potuto fare nulla per evitare un impatto imprevedibile. Da qui la richiesta di rinvio a giudizio per l'accusa di omicidio stradale avanzata dal pm.

L'altro ieri la sentenza. I familiari di Ferretti si sono costituiti parte civile, ovvero i genitori, i fratelli e la compagna. Proprio per quest'ultima c'era stata opposizione dalla difesa dell'imputato, invece il giudice ha accolto la richiesta dell'avvocato Ottaviani che ha dimostrato che la donna aveva una relazione stabile con la vittima, da oltre cinque anni. Ammessa pertanto anche la convivente more uxorio. Il frusinate è stato condannato alle spese di costituzione di parte civile e vengono rimesse le parti innanzi al giudice civile per quantificare i danni morali e materiali.