Il mercato del sesso in provincia di Frosinone si articola su tre livelli, in ciò non discostandosi da quanto accade nel resto d'Italia. Un mercato che dopo la battuta d'arresto dovuta al Covid, specie nel 2020, ha ripreso con forza e senza particolari flessioni. Certo, le ragazze utilizzano qualche "accorgimento" in più, anche se è arduo immaginare la loro efficacia contro il virus, ma ormai da diversi mesi il business del sesso a pagamento è tornato a volare e a far registrare affari d'oro. Potremmo dire in barba al Covid e con grande rischio per lucciole e clienti, ai quali in genere – ci sia concessa la battuta – non viene chiesto neppure il green pass. Del resto, basta guardare la quantità enorme di annunci online nei siti "specializzati" e quelli sui giornali cartacei per rendersi conto della straordinaria ripresa del settore, anche senza saldi o svendite di sorta. Vediamo, allora, come si articola questo mercato, stando ad una nostra indagine sul territorio.

Primo livello
Il primo livello è quello on the road, su strada, che si sviluppa prevalentemente sullo Stradone Asi di Frosinone, nell'area industriale, e nel "gemello" Asse Attrezzato di Cassino che dalla città conduce allo stabilimento FCA. Qui si incontrano in prevalenza ragazze dell'Est europeo appartenenti alla grande famiglia slava: albanesi, rumene, bulgare, ucraine, slovene, russe. Ci sono anche un po' di nigeriane, ma queste amano "lavorare" sulla vicina Morolense, nelle viuzze laterali o a ridosso della campagna che, in caso di blitz delle forze dell'ordine, si trasforma in un formidabile nascondiglio dove è praticamente impossibile acciuffarle. Inesistenti, invece, le italiane, da anni soppiantate dalle più disponibili, economiche e… formose concorrenti. In genere sono una trentina, di età variabile tra i 20 e i 35 anni, anche se purtroppo sono da registrarsi anche casi di ragazzine minorenni, 16 se non 15 anni, sbattute senza pietà in mezzo alla via, prede e vittime ambite di orchi senza scrupoli. I prezzi variano dai 30 euro della tariffa base per una prestazione "standard" e nella maggior parte dei casi molto veloce, anche solo 10 minuti ai 50 euro pagati per avere performance un po' più complete e prolungate.
I clienti? Ovviamente di tutte le estrazioni sociali e di tutte le età. In ascesa le quotazioni dei transessuali, anche 10 a sera, tutti con camper e dai prezzi contenuti: 30 o 50euro. L'orario preferenziale va dalle 20.30 alle 2/3 di notte, anche se ormai da qualche anno le ragazze cominciano il loro lavoro fin dalle prime ore del mattino. 

Secondo livello
C'è poi il secondo livello, quello della prostituzione in casa, con orario prolungato, un po' come i grandi centri commerciali, dalle prime ore del mattino a notte inoltrata. Un mondo quasi invisibile, un fenomeno che spesso si sviluppa su base volontaria, senza protettori (invece sempre presenti per la prostituzione su strada),ma che fa registrare un notevole volume d'affari.
In questo caso le nazionalità differiscono leggermente: oltre alle slave ci sono infatti molte brasiliane, argentine, cubane e sudamericane in genere. Molto discrete, vivono praticamente segregate in casa. Escono solo lo stretto necessario per fare la spesa o acquistare qualcosa, cercando di dare il meno possibile nell'occhio e di non disturbare i vicini, visto che i loro talami ad ore sono mimetizzati in mezzo ai normali palazzi e condomini delle città. Se la provenienza è più variegata, l'età è invece del tutto simile a quella delle colleghe da marciapiede: si parte dai 20 anni per salire fino ai 40/45. Le tariffe invece sono un po' più alte, ma compensate e giustificate dal confort e dalla riservatezza offerti da appartamenti quasi sempre dotati di riscaldamento d'inverno e climatizzatori d'estate. Ecco allora che la cifra minima, per un rapporto "normale" di una quindicina di minuti massimo mezz'ora, è di 50 euro, mentre per i più esigenti e amanti del "sesso lento" la somma sale a 70 o anche a 100 euro.

Terzo livello
Ed eccoci al terzo livello, quello più "in", quello delle prostitute d'alto bordo, delle escort, accompagnatrici da mille e una notte. In genere si sviluppa nei night e in altri locali affini, dove le giovani trascorrono le serate e lavorano, quasi sempre all'insaputa dei titolari delle attività. Qui la regola è la bellezza mozzafiato delle ragazze che possono essere "affittate" anche per un'intera serata. Il programma prevede l'approccio nei salottini del night, poi una o più consumazioni, spesso champagne, qualche chiacchiera e schermaglia amorosa… e poi il trasferimento in camera per notti infuocate. Il tutto alla modica cifra di diverse centinaia di euro. Eh sì, perché qui, come detto, si parla di escort, di prostitute col corpo da top model. E allora una serata folle può costare anche 4/500 euro. In provincia ce ne sono parecchi di questi locali e tutti assiduamente frequentati.

Sesso online
A questi tre livelli, complice il Covid, se ne è aggiunto, dal 2020 in poi, un altro: quello del sesso online.
Proliferano gli annunci di prostitute specializzate in videochiamate hard, sesso telefonico, chat erotiche ed altre "amenità" simili. Un fenomeno parallelo a quello "reale", che con la pandemia ha fatto registrare buoni affari alle ragazze "tecnologiche".

«Un fenomeno preoccupante»: non usa mezzi termini, ricorrendo forse ad un eufemismo, Flavio Genovesi, capo della Squadra Mobile della Questura di Frosinone, nel definire le dimensioni della prostituzione su strada nel Frusinate.

Un giro di affari "stratosferico", con ricavi enormi per chi lo gestisce. Ed è proprio da qui, dal sistema di sfruttamento delle prostitute e di "amministrazione e controllo" del mercato, che parte l'analisi del dirigente.

«C'è un momento preciso che fa da spartiacque fra vecchio e nuovo metodo – sottolinea Genovesi – ed è il mese di luglio del 2020, quando con l'operazione "Uti Dominus", partita con l'arresto dell'autore del tentato omicidio avvenuto il 9 dicembre 2019 nei pressi del paninaro situato a poca distanza dal casello A1 di Frosinone e di altri 8 albanesi, la Squadra Mobile ha smantellato l'organizzazione slava che all'epoca gestiva tutto il traffico. A ragione il gruppo di albanesi era definito come il "re" incontrastato della prostituzione sull'Asse Attrezzato, nella zona industriale del Capoluogo, il "santuario" per eccellenza del sesso a pagamento. Malavitosi spietati, che riducevano letteralmente in schiavitù le ragazze sfruttate sulla strada alle quali lasciavano poco e niente dei faraonici guadagni maturati nelle giornate e notti di "lavoro".

Questo gruppo – ha proseguito Genovesi – controllava tutto e non lasciava neppure le briciole a chi tentava di inserirsi. E lo faceva con metodi violenti e sanguinari, come dimostra, appunto, il tentato omicidio del capo dell'organizzazione colpito con un colpo di pistola in testa da un altro membro della banda mentre erano entrambi a parlare in auto. Dopo questa operazione e la scomparsa del clan di albanesi tutto è cambiato…».

In che modo si è trasformato il business del sesso a pagamento?
«La mutazione è stata radicale: prima l'organizzazione comprava i posti, le piazzuole, dove le ragazze esercitavano, e c'era una sorta di passaggio di tali aree di famiglia in famiglia. Il clan era "proprietario" di quei posti che le prostitute dovevano pagare profumatamente, con cifre che variavano dai 4 agli 8 mila euro a seconda della posizione. Senza contare i guadagni sui profitti del lavoro svolto senza sosta e sotto una ferrea sorveglianza. Oggi, invece, in base alla nostra analisi, spazzati via con "Uti Dominus" quegli albanesi, il mercato e la prostituzione su strada sull'Asse attrezzato sono tornati liberi. Nessuno finora ha rimpiazzato quel gruppo. Adesso ci sono prevalentemente piccoli sfruttatori che "gestiscono" una o due ragazze. Insomma, si è tornati al vecchio modus operandi. L'unica cosa che è rimasta identica al passato è il volume degli affari, letteralmente enorme».

Può spiegarci meglio quest'ultimo aspetto?
«Le ragazze, quasi tutte giovani e giovanissime (fra i 18-20 anni e i 25-28), lavorando dalle 21-22 fino alle 2 o 3 di notte – ma ci sono anche quelle che operano sull'Asse, conosciuto anche come Stradone Asi, dalla mattina a notte fonda – incassano dai clienti, che non mancano mai ad ogni ora, fino a 4-500 euro al giorno. A loro in tasca restano massimo 100-150 euro: somme che, moltiplicate per le decine di prostitute che "animano" l'Asse Attrezzato, rendono l'idea di quanto sia vorticoso il giro di affari". Per le "lucciole" il passaggio dal vecchio metodo a quello attuale non è stato positivo perché prima, con i posti, riuscivano a portare a casa cifre maggiori mentre ora devono accontentarsi di una miseria».

Dell'età ci ha già detto: qual è l'etnia prevalente delle giovani prostitute dell'Asse?
«Prevalgono nettamente le slave: rumene, albanesi e bulgare. Questo perché hanno caratteri somatici più simili a quelli delle donne occidentali e quindi sono più ricercate dagli uomini. C'è però anche un altro filone…».

Quale?
«Quello extracomunitario, delle donne di colore, quasi prevalentemente nigeriane. In questo caso torniamo a un tipo di prostituzione che ha dietro il crimine organizzato. Ma si tratta di un fenomeno di scala internazionale, che parte dal Paese di origine delle giovani di colore, "esportate" dai clan nigeriani in tutta Europa. Ovviamente tra le mete ci sono anche Roma e le province limitrofe. E infatti la maggior parte delle prostitute nigeriane arriva in treno dalla Capitale durante il pomeriggio e dalla stazione a Frosinone, sotto il sole cocente, la pioggia o il freddo, raggiungono a piedi il proprio posto di lavoro. Che poi lasciano solo a notte fonda – anche alle 5 del mattino - salendo sugli ultimi treni disponibili alle stazioni di Morolo e Supino per far ritorno a casa. Ragazze che dalle spietate bande nigeriane, inserite in una rete molto complessa ed articolata, vengono trasformate in schiave, obbligate per battere la concorrenza a praticare prezzi molto bassi e a "concedere" di più ai clienti. Di frequente anche rapporti non protetti, con gravissimi rischi per la salute di tutti. A loro si rivolgono in genere le persone più indigenti che ottengono prestazioni anche con soli 10-15 euro, mentre le slave non scendono sotto i 50. Nonostante i costi mitigati anche per loro gli affari vanno benissimo, anche se nelle tasche delle giovani di colore restano si e no gli spiccioli per il treno e per mangiare».

Poi ci sono i trans…
«Sì, i famosi "camperisti" che lavorano su questi mezzi chiusi per proteggere la privacy dei clienti. I guadagni qui sono ancora più enormi, specie per i trans "attivi", ben superiori a quelli delle donne "normali", visto che sempre più uomini li preferiscono alle ragazze. I trans sono tutti autonomi nella loro attività e non creano problemi, salvo qualche disputa con gli sfruttatori delle prostitute per le postazioni».

Ma chi è che si rivolge al sesso a pagamento?
"Praticamente tutti, senza particolari differenze di età, ceto sociale, cultura o altro. La richiesta è enorme, il mercato è ricchissimo, basta guardare il volume di traffico automobilistico che si registra sull'Asse Attrezzato quando ci sono le prostitute. Venti o trenta anni fa alle lucciole si rivolgevano i ragazzetti di 18 o 20 anni in cerca delle prime esperienze sessuali. Oggi non è così: dalle prostitute, come detto, vanno un po' tutti».

La droga che ruolo ha oggi nel mercato della prostituzione?
«Direi preponderante. Nel 90% dei casi ci sono di mezzo anche le sostanze stupefacenti. Al punto di poter affermare che la maggior parte degli uomini che cercano il sesso a pagamento si sono "fatti" poco prima del rapporto o, spesso, si drogano durante. Il binomio prostituzione-droga, cocaina in specie, è strettissimo».

Oltre alla prostituzione su strada c'è anche quella in casa però…
«Si e anche questo fenomeno è molto grande e genera profitti altissimi. Però tale tipo di prostituzione è difficilissima da dimostrare per tanti motivi. In casa sua una donna può fare ciò che vuole del proprio corpo. Le risposte avute dalle ragazze inserite in questo mercato parallelo sono sempre molto varie: "sono tutti amici", "ho tanti amanti", "sono ninfomane" e così via. Di qui la grande difficoltà per noi ad operare, anche se spesso riusciamo a beccare sfruttatori e padroni di casa compiacenti».

Ci sono particolari indagini in corso?
«Senza ovviamente scendere nei dettagli, l'attenzione della Squadra mobile e delle forze dell'ordine è costante. C'è un grande lavoro giornaliero da parte delle Volanti, che agiscono su direttive del Questore, per controllare in determinate ore della notte e del pomeriggio l'Asse Attrezzato. Le Volanti agiscono in fase di prevenzione noi interveniamo a fenomeno consumato. Ma sempre in stretta sinergia e con risultati lusinghieri».

di: Danilo Del Greco